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Scene di tensione e paura al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo, dove un uomo, un cittadino ucraino di circa cinquant’anni, ha dato in escandescenze, minacciando il personale sanitario con uno scalpello. La vicenda, che fortunatamente non ha causato feriti, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei presidi ospedalieri, già segnati da un’aggressione avvenuta pochi giorni prima.
Il paziente (un uomo senza fissa dimora, secondo quanto appreso) si era presentato al pronto soccorso intorno all’una e mezza di notte, lamentando problemi respiratori presumibilmente legati alla vita in strada. L’uomo, noto per frequentare il reparto non tanto per le cure quanto per cercare riparo dal freddo, era stato accolto e sottoposto a tutti gli accertamenti necessari. Grazie all’intervento di una dottoressa che parla inglese, il personale era riuscito a superare le difficoltà linguistiche e a completare il percorso sanitario previsto.
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Scopri come fare
Dimesso alle quattro del mattino, il cinquantenne aveva chiesto di restare nel pronto soccorso, una richiesta non esplicita ma che il personale aveva tollerato per non esacerbare una situazione già delicata. Tuttavia, intorno alle sette, l’atmosfera è cambiata radicalmente: l’uomo ha iniziato a mostrarsi aggressivo, afferrando uno scalpello da carpentiere – e, secondo alcuni testimoni, forse anche un coltello – e lanciando una sedia per aria.
Non appena la situazione è degenerata, il personale di vigilanza ha attivato il protocollo d’emergenza, contattando i carabinieri. L’uomo è stato bloccato e trasferito nel reparto di psichiatria dell’ospedale, dove si trova tuttora ricoverato. Secondo quanto emerso, il cinquantenne soffrirebbe di disturbi psichiatrici e l’episodio potrebbe essere stato scatenato da un delirio psicotico.
Nessuno tra i presenti è rimasto ferito, fortunatamente, ma l’accaduto ha lasciato un clima di inquietudine tra il personale sanitario e i pazienti presenti.
Questo episodio si aggiunge ad un altro grave atto di violenza avvenuto domenica scorsa nello stesso ospedale, quando un uomo irlandese in stato di alterazione da alcool aveva devastato il reparto di triage, distruggendo otto monitor essenziali per la gestione delle code. Il danno, quantificato in circa 10.000 euro, ha costretto il personale a ricorrere a metodi manuali per chiamare i pazienti, aggravando le difficoltà operative già pesanti per la carenza di personale e i turni massacranti.
In quell’occasione, l’aggressore era stato arrestato e denunciato per interruzione di pubblico servizio. Inoltre, per la prima volta a Venezia, era stata applicata la nuova normativa nazionale che inasprisce le pene per chi commette violenze contro i professionisti sanitari.
«Questo ennesimo episodio dimostra quanto sia urgente garantire la sicurezza dei nostri operatori e pazienti», ha dichiarato il direttore generale dell’ospedale, Edgardo Contato. «Gli infermieri e i medici che intervengono ogni giorno con professionalità e coraggio sono un pilastro del sistema sanitario, e la loro protezione è una priorità assoluta».
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