Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Professoressa in pensione borseggiata durante una gita a Venezia. Un borseggio come tanti? Non proprio dato che il bottino per i ladri (o le ladre) è stato particolarmente corposo. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di mercoledì e il furto è avvenuto verosimilmente nei pressi della stazione ferroviaria dove la donna, una professoressa di lettere in pensione, era arrivata da poco per fare ritorno a Treviso.
La donna non si è accorta di nulla se non che aveva la cerniera dello zaino aperto al momento di comprare il biglietto di ritorno. All’interno, infatti, il portafoglio non c’era più. Ma la cosa più grave è che i ladri sono riusciti a prelevare 2mila euro usando il suo bancomat. Così come sono riusciti a spendere ulteriori 250 euro utilizzando la sua carta di credito.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
La professoressa ha anche fatto il tentativo di tornare di corsa nel bar in cui aveva usato denaro l’ultima volta nella speranza di averlo dimenticato. Proprio nel momento in cui chiedeva ai titolari del locale le è squillato il cellulare: dei messaggini la avvisavano dei prelievi appena effettuati. A quel punto non c’erano più dubbi e non le è restato che bloccare tutte le carte.
Quella dei borseggi continua ad essere una piaga a Venezia ma non solo. Una piaga a cui si cercherà di porre rimedio con le nuove norme contenute nel recente “Pacchetto Sicurezza” approvato dal governo. In particolare, è previsto che: “il Questore potrà disporre il divieto di accesso nelle metropolitane, nelle stazioni ferroviarie e nei porti per chi è già stato denunciato o condannato per furto, rapina o altri reati contro il patrimonio o la persona commessi in quei luoghi. Inoltre, nei processi penali per tali reati compiuti nelle metropolitane e nelle altre aree del trasporto pubblico, il giudice, ove la legge consenta la sospensione condizionale della pena, dovrà comunque prevedere il divieto di accesso a tali luoghi”.
Un “giro di vite” che si vede però controbilanciato, nelle intenzioni, dalla cosiddetta “Riforma Cartabia”, secondo la quale non si può avanzare con il procedimento penale a carico del ladro, se preso, se non vi è la presenza fisica del denunciante. Come noto, la quasi totalità delle persone derubate sono turisti che poi tornano nel loro paese d’origine che non potranno fare un ulteriore viaggio per un’udienza. E la cosa, purtroppo, fa scattare, di fatto, una sorta di “impunità garantita”.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google