Presentati i candidati della lista Verde Progressista

ultimo aggiornamento: 01/08/2020 ore 16:57

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«Maree e cicli lunari, mercato mondiale della chimica, tendenze del turismo e tendenze del mercato della droga. Governare Venezia è una faccenda complessa». La lista Verde e Progressista, attraverso il capolista Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, giovedì ai giardini Papadopoli ha presentato i candidati.

BARETTA SINDACO

«Esperienze e provenienze varie e plurali, ma non dispersive», afferma Bettin e continua: «da soli non si va da nessuna parte. Una campagna elettorale deve far sì che le sue idee diventino rilevanti, vengano condivise e producano effetti. Perfino figure politiche forti come il sindaco uscente cercano alleanze perché la partita è difficile. Noi che siamo all’opposizione abbiamo bisogno di unirci. Ed è quello che abbiamo fatto». Figura di riferimento, «per tenere assieme la complessità», per la lista è il sottosegretario del governo Pier Paolo Baretta. «Gli abbiamo chiesto di accettare questa sfida – dice Bettin – con generosità ha accettato. Lo sa che siamo una coalizione di forze diverse che si mettono insieme per avere più forza, in una contingenza che richiede questa forza, e sa che di queste differenze dovrà essere interprete. Conosce il mondo del lavoro, della politica, conosce la città e vogliamo ci rappresenti».


Nella lista di quanti sostengono questa visione ci sono persone che hanno già partecipato a competizioni amministrative, che stanno dentro a mobilitazioni in corso, che governano nelle Municipalità, impegnate sulle grandi navi, nella battaglia contro l’inceneritore, persone presenti nel mondo del lavoro, che si battono per la casa, persone giovanissime: abbiamo una classe 2000. E persone che nell’ambientalismo organizzato sono state sempre presenti. «Faremo una presentazione delle singole liste delle municipalità che si intrecceranno con quella comunale».

CHI SONO I CANDIDATI


Gianluca Trabucco (Chirignago Zelarino), due vice: Anna Messinis e Luciano Zennaro; consiglieri: Flavio Albertin, Michele De Col, Tony Marra, Lorenzo Visentin, l’ex presidente Flavio Dal Corso. Lucia Magagnato è una pediatra, attiva nella mobilitazione contro l’inceneritore di Fusina, Camilla Seibezzi è attivista dei diritti civili, Andrea Bonifacio è un curatore di mostre d’arte, in prima linea nella difesa del fragile equilibrio floro-faunistico degli Alberoni e membro del Wwf: Paolo Perlasca, Diana Zancarello dello sportello casa e Roberta Pierobon avvocato a difesa dei diritti degli inquilini; il giornalista Giorgio Cecchetti ex militante di “Un’altra città possibile”, la scrittrice Tiziana Plebani, l’architetto Valentina Fanti, la consulente educativa Eugenia Fortuni.

La più giovane è una studentessa, Melania Scantamburlo, classe 2000. Ce n’è un’altra: Giovanna Buriagana. Chiara Sabbadini è una impiegata pubblica e Nicoletta Cipolato appartiene al mondo del commercio. Michela De Grandi lavora nella sanità, Gianni Foffano è un maestro del vetro di Murano, Barbara Tagliapietra è un’artista, presidente di un’associazione di spettacolo, e attivista No Grandi Navi, per la casa e per l’ambiente. Sandro Pugnalin è un infermiere, mentre dal mondo della scuola e dell’università provengono Elisabetta Lombardi, Maria Chiara Tosi (Iuav), Stefano Munarin (Iuav), Renata Mannise e Paola Vincenzi.

IL TEMA AMBIENTALE

«Abbiamo un’occasione davanti che non possiamo mancare – afferma Baretta -. Si avverte un bisogno di cambiamento, lo si percepisce. A noi il compito di dare voce, volto e prospettiva a una fase nuova, partendo da una idea di città che oggi l’Europa sta facendo propria. La coalizione, sebbene con le sue differenze, parte dall’idea che la risposta ambientale sia necessità da cui partire per reimpostare un modello di vita. La visione verde attraversa i programmi di tutte le forze della nostra coalizione. Venezia ha le condizioni per essere una città sostenibile. Dobbiamo certamente ripensare il turismo rilanciando un’offerta di qualità, coinvolgendo coloro che producono. La città va restituita ai cittadini. Servono lavoro, attività economiche e residenza. In ogni quartiere scopro case chiuse, con degrado e abbandonate. Il patrimonio va rimesso sul mercato – e conclude – Una coalizione così ampia ha il diritto di riprendersi la città». A.G.

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