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Porto off-shore: tempi lunghi e incertezza sulla crocieristica

HomeCrocieristica a VeneziaPorto off-shore: tempi lunghi e incertezza sulla crocieristica

Le 11 proposte per il concorso di idee del porto Off-shore di Venezia arrivate all’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale sono state accolte con ottimismo.
C’è chi ha letto in questa nutrita partecipazione un inaspettato interesse per Venezia ma in realtà non si tratta di interesse per la città, ma per i finanziamenti che Venezia attira e riesce a muovere. Tanto è vero che, viste le tempistiche, ci vorranno anni per avere un porto fuori dalla Laguna. Allora avrà ancora senso il progetto? Soprattutto per la crocieristica? Su questo, ad esempio, non è chiaro perché si è voluta inserire una clausola che esclude la Duferco.

In attesa dei tempi non chiari di realizzazione dell’off-shore, si devasterà la Laguna, permettendo lo scavo ulteriore del Canale dei Petroli e del Vittorio Emanuele, e si creeranno le banchine a Porto Marghera, col rischio che diventino cattedrali nel deserto, viste le crescenti incertezze sulle crociere, dovute alla pandemia, che è tutt’altro che finita. E’ ragionevole pensare che l’intero comparto andrà incontro a una flessione nei prossimi anni, perché si è dimostrato un modo di fare turismo potenzialmente rischioso. Noi invece continuiamo a puntare su quello, facendoci finanziare progetti con soldi pubblici? Chi si vuole salvare veramente? Venezia e i suoi abitanti oppure certi interessi?

Giovanni Andrea Martini

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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Bisogna ripensare il turismo. Così com’è concepito ora non è sostenibile a livello globale. Non possiamo permetterci di far girare 4 miliardi di persone all’anno con lo scopo principale di mettere una foto su Instagram. Il viaggio deve diventare un’operazione di responsabilità e non può essere un prodotto di consumo. Le grandi navi certamente rappresentano nel modo più diretto l’aberrazione del fenomeno turismo.
    È auspicabile che stiano ben lontane dalla laguna non solo per le ragioni ambientali ma per non riversare nella nostra fragilissima città centinaia di migliaia di visitatori giornalieri all’anno.
    In ogni caso la situazione è tale che tra tempi ordinari di presentazione e selezione dei progetti, ricorsi, opposizioni, impugnazioni per non parlare di tempi di realizzazione, il porto off shore non vedrà probabilmente mai la luce.

  2. Consueto intervento politicizzato di Martini che si ostina a difendere il progetto Duferco sponsorizzato dai suoi amici De Piccoli – Zitelli. Un progetto che andrebbe a deturpare ancor di più un’area già impattata dal Mose e zona frequentata da tanti veneziani durante la bella stagione. Ma che interessi hanno queste persone per opporsi con tale forza alle istituzioni pubbliche? Le banchine a Marghera non sono cattedrali nel deserto, ma serviranno alla razionalizzazione dell’intero porto, commerciale e passeggeri ed al recupero di aree inutilizzate.

  3. Le grandi e medie navi DEVONO SOLO ANDARE VIA DA VENEZIA, IN ALTRI PORTI. Punto e basta!
    Non ì che alle bocche di porto non inquineranno: ci manca solo respirare i loro veleni pure in spiaggia…!
    Ma non vedete come siamo ridotti con l’inquinamento?Venezia è la città del Veneto peggiore!

    E il Comune ha ben pensato di costruire stadio , palazzetto dello sport, e pure linea ferroviaria per l’aeroporto!

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