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Il ponte del Primo Maggio a Venezia ha portato di nuovo un’affluenza massiccia di turisti, che hanno scelto di visitare la città tutti insieme viste le giornate soleggiate e le temperature ideali. Seppur con l’introduzione del contributo di accesso, che teoricamente dovrebbe limitare il flusso turistico, Venezia è stata travolta, come ogni anno, da decine di migliaia di visitatori. Un’invasione che ha avuto importanti ripercussioni sulla mobilità cittadina, creando notevoli disagi, in particolare per i residenti e per gli abitanti delle isole.
Fin dalle prime ore del mattino, le strade in partenza da Piazzale Roma sono apparse congestionate. I parcheggi, già quasi esauriti a metà mattinata, presto sono diventati un incubo per chi sperava di trovare un posto.
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Nonostante il ticket di accesso, che dal 2023 è stato introdotto per regolamentare i flussi turistici, i numeri sembrano non calare. Le cifre ufficiali sugli arrivi e sui paganti il “ticket” non sono più comunicate dal Comune, ma le impressioni visive e le lamentele dei residenti suggeriscono che l’afflusso sia rimasto paragonabile a quello degli anni precedenti. Un paradosso che solleva più di una riflessione.
Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda il trasporto pubblico. Actv, che gestisce i vaporetti, è andata presto in sofferenza, mentre “a piedi” le principali rotte turistiche, come la Strada Nuova, Rialto e San Marco, sono state invase dai visitatori. Contemporaneamente, i residenti cercavano di evitare il centro città per raggiungere il Lido o altre zone meno affollate.
Le lunghe code ai vaporetti sono diventate una costante ed hanno cominciato a richiedere l’attesa di due, a volte tre, passaggi prima di riuscire a salire. Sebbene esista la differenziazione prioritaria per i residenti, il sistema non riesce a garantire un flusso rapido, facendo aumentare la frustrazione tra i cittadini.
La situazione si è fatta presto critica anche “da e per” le isole di Burano e Murano, ormai diventate a loro volta mete turistiche di primo piano (nella foto). L’azienda del trasporto cittadino ha cercato di rispondere alle necessità, ma i tempi non sono semplici, anche per la “crisi degli autisti”, che da tempo colpisce il settore, cosa che ha provocato penuria anche di piloti/comandanti di vaporetti.
Il profilo del “gitante” del Primo Maggio? Circa metà dei turisti provenivano dalle vicine zone del Veneto, proprio gli stessi per i quali quest’anno è stato previsto l’esonero dal pagamento del contributo.
Un’altra metà era invece costituita da italiani provenienti da altre regioni, mentre una minoranza di visitatori stranieri ha contribuito a “internazionalizzare” ulteriormente l’afflusso, con una presenza significativa di turisti tedeschi.
A trarre i maggiori benefici da questa giornata sono stati bar e i ristoranti, che hanno registrato un tutto esaurito in quasi tutte le zone della città. Plateatici e tavolini si sono estesi spesso anche oltre le aree convenzionali, cercando di soddisfare una domanda che non sembra accennare a diminuire.
Morale? Le aspettative per un turismo sostenibile non sembrano assecondabili oggi, tra l’altro con l’avvio della nuova stagione alle porte.
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Il ticket dovrebbero pagarlo soprattutto i veneti essendo turisti mordi e fuggi con spesso bibita e cibo al sacco. Ma al di là di questa scelta di esonero palesemente fatta da un veneto non veneziano… Il ticket fa sembrare solamente più esclusivo questo viaggio. Per farlo funzionale era necessario il numero chiuso agli accessi
il giorno 2 maggio alle ore 17:30 a Burano erano presenti 7 mezzi per trasporto persone del TPL…a Murano alle 18 i mezzi a disposizione non bastavano con code a tutti gli imbarcaderi.
Cosa può fare il TPL di più??? Per me nulla…ci vuole un blocco a monte…NUMERO CHIUSO!!!!
Ogni ponte, ma anche tutti i fine settimana è diventato impossibile per noi residenti muoversi e questo ormai è assodato, non entra nelle orecchie degli Enti perché dei residenti a loro interessa poco o niente.
Il ticket d’ingresso è solo una tassa in più che non scoraggia nessuno e non pone un limite al numero di ingressi; il potenziamento delle linee di navigazione serve a poco perché i flussi importanti sono unidirezionali.
Cari amministratori vi siete mai posti la domanda da un altro punto di vista? Cioè non quello di aumentare il numero di mezzi, ma quello di valutare se il nostro tessuto urbano, molto particolare o meglio unico, abbia la capacità portante di sostenere questi numeri???
Soluzione proposta numero chiuso!!!
Gli esercenti sono contrari? Certo perché hanno meno polli da spellare, però il bene è la città!!!