Polizia Postale Veneto: attenzione, malintenzionati di internet non vanno in ferie. Un esempio: “Non pubblicate selfie della vacanza”

ultimo aggiornamento: 18/08/2019 ore 12:16

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Polizia Postale Veneto: attenzione, malintenzionati di internet non vanno in ferie. Un esempio: "Non pubblicate selfie della vacanza"

In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel corso dell’estate 2019 ed in particolare del Compartimento Polizia Postale “Veneto” è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale.


Pedopornografia persistente.

In particolare vi è una continua ed assidua attività di monitoraggio contro il fenomeno della pedopornografia sulla rete, rilevandosi il persistere di casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico tramite internet, oltre al fenomeno dell’adescamento di minori online. Numerose infatti sono state le attività di perquisizione delegate dalla Autorità Giudiziaria lagunare per contrastare il triste fenomeno.

Ricatti on line.
Si registra, inoltre, un aumento di denunce e segnalazioni di casi di violenza in rete riconducibili al revenge porn, alla sex estortion, alla diffamazione on-line, alle c.d. “truffe sentimentali”, molestie e sostituzione di persona.

Mail che minacciano di rivelarvi in atteggiamenti intimi.
Non viene meno il fenomeno truffaldino delle mail estorsive, il quale non rappresenta un pericolo reale in quanto il truffatore che nella mail asserisce di essere in possesso di un video che ritrae la vittima in atteggiamenti sexy, chiedendo in cambio l’invio di Bitcoin, in realtà sfrutta lo shock emotivo ingenerato nel malcapitato che crede che il suo computer sia stato violato.

Il malfattore, non dispone di alcun video della vittima né tantomeno è riuscito ad introdursi nel computer delle vittime, ma ha solamente la disponibilità di vecchie credenziali di accesso a noti portali, che sono state illecitamente sottratte da abili hacker ai portali medesimi.

Proprio in questi giorni si registrano numerose segnalazioni del fenomeno. I consigli sono di non dar corso alle richieste contenute nelle mail, cambiare la password del profilo che si ritiene violato e procedere ad una scansione dei dispositivi con un buon antivirus.

Attacchi ad aziende.
Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. In tale contesto, si riscontra il verificarsi, anche in ambito locale, del fenomeno denominato BEC fraud (business e-mail compromise) o “man in the middle”, in cui l’attaccante, dopo aver guadagnato informazioni relative alle attività dell’azienda (come ad esempio il pagamento di fatture a certi fornitori) fa pervenire alla vittima una email confezionata ad arte in modo da dirottare il pagamento verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi.

In questi casi si rivela fondamentale la tempestività della denuncia, dal momento che vi può essere la possibilità di recuperare le somme illecitamente sottratte all’azienda grazie all’uso di piattaforme in collaborazione con il mondo bancario. Un accorgimento da adottare per le aziende è quindi quello di porre una particolare attenzione sulle caselle di posta elettronica e sulle email contenenti allegati, privilegiando il rapporto diretto anche telefonico con l’interlocutore per accertare la veridicità delle fatture allegate. L’attività di contrasto del Compatimento Polpost VENETO ha permesso recentemente il recupero complessivo di circa un milione di euro che i malfattori hanno tentato di sottrarre a realtà imprenditoriali venete. Il risultato è il frutto della ottima collaborazione anche con gli istituti di credito sui cui conti correnti approdano le somme illecitamente deviate.

Vendite e carte di credito.
Continua altresì il fenomeno delle truffe effettuate cd. “inverse” mediante la ricarica delle carte di credito prepagate in seguito alla pubblicazione di un annuncio di vendita da parte della vittima. In  particolare, a fronte di un annuncio di vendita online, la vittima viene contattata dal presunto acquirente il quale propone il pagamento tramite la ricarica della carta di credito del venditore stesso mentre in realtà viene ricaricata quella del truffatore presunto acquirente. A tal proposito, si raccomanda di non cedere a proposte di pagamento non conosciute che prevedono l’asserita ricarica della carta bancomat, dal momento che attraverso tale strumento è possibile unicamente effettuare pagamenti e non ricevere ricariche di contante.

Furti in appartamento e selfie delle vacanze.
In periodo di vacanze estive sembra doverosa la raccomandazione di non pubblicare sui social foto che facciano capire agli utenti della rete di trovarsi in luoghi lontani – magari per un arco temporale piuttosto lungo – in quanto è evidente che in questo modo si forniscono informazioni relative all’assenza dalle proprie abitazioni ad eventuali malintenzionati.

Siti online che non inviano merce acquistata.
Attenzione al periodo estivo è stata riservata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha disposto a livello nazionale nel decorso mese di luglio l’operazione denominata “Action Day” relativa al contrasto dell’abusivismo commerciale on-line. In tale contesto il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Friuli Venezia Giulia dopo un attento monitoraggio del fenomeno ha ottenuto dalla competente A.G. il sequestro preventivo, con conseguente oscuramento, di due siti internet truffaldini denominati “marashopping” e “prezzipazzi” che praticando prezzi estremamente bassi dopo il pagamento non inviavano la merce acquistata.

Falsi operatori telefonici e documenti di identità carpiti.
Proseguendo nella disamina dei fenomeni di più stretta attualità, si segnala ancora la presenza di falsi operatori telefonici i quali, con la scusa di offrire delle condizioni di contratto a condizioni più convenienti, riescono ad ottenere dagli utenti, dopo un primo contatto telefonico, l’invio dei documenti di identità tramite la piattaforma whatsapp. E’ evidente che in questo caso i documenti inviati possono con facilità essere usati per commettere degli illeciti e pertanto la Polizia Postale ne sconsiglia sempre l’invio.

L’amico in difficoltà che vi scrive dall’estero.
Da segnalare, infine, il riscontro di alcuni casi della truffa via mail di un sedicente amico che sostituendosi a reali contatti presenti nella rubrica del malcapitato, dice di trovarsi in grande difficoltà all’estero dopo aver subito il furto del portafoglio e dei documenti. In tali casi la persona avanza una richiesta di denaro alla controparte, raccomandando discrezione per non far preoccupare parenti e amici, con la promessa di restituire la somma non appena rientrato in Italia. Fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di mail scritte in italiano sgrammaticato e quindi difficilmente in grado di trarre realmente in inganno la vittima; in ogni caso il consiglio della Polizia Postale è sempre quello di diffidare da tali richieste di aiuto e in caso di dubbio di contattare direttamente l’interessato.

Convocazioni in uffici pubblici per lasciare le case libere.
Da ultimo, si evidenzia il riscontro nei giorni scorsi, a livello nazionale, di alcuni casi di singolari convocazioni provenienti da diversi Enti pubblici, rivelatesi poi inesistenti, che farebbero sorgere quantomeno il sospetto che ignoti abbiano cercato di far allontanare dalla propria abitazione alcuni utenti – perlopiù persone anziane e facoltose – al fine di avere a disposizione un discreto arco temporale di tempo per porre in essere qualche atto illecito. Le false convocazioni sono state disconosciute da vari Enti coinvolti, e grazie all’attività di prevenzione messa in atto, gli utenti non hanno aderito all’invito in quanto dopo aver ricontattato il vero ufficio, sono venuti a conoscenza dell’inesistenza della convocazione.

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