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Pensate se dando un’occhiata alle vetrine di annunci immobiliari vi cadesse l’occhio su un avviso così: “Vendesi chiesa, buona posizione, ampi spazi…”. Ora può succedere perché la crisi economica e la riduzione del numero dei fedeli stanno mettendo a dura prova le parrocchie.
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Un esempio emblematico arriva dalla parrocchia di San Pietro Apostolo, a Fontanelle, nel Trevigiano, dove la necessità di ristrutturare la storica chiesa del XVIII secolo ha portato il parroco, don Ezio Segat, a prendere una decisione senza precedenti: mettere in vendita una chiesa costruita negli anni ‘70.
La chiesa storica, che affonda le sue radici nel XV secolo e fu consacrata nel 1480, ha bisogno di interventi urgenti per il suo restauro, con costi che sarebbero difficilmente sostenibili senza ricorrere a debiti e mutui. Ma per far fronte a queste difficoltà finanziarie, il sacerdote ha deciso di vendere la seconda chiesa della parrocchia, quella eretta nel 1975. Questa struttura, concepita inizialmente come una semplice sala per le celebrazioni, non risponde più alle esigenze della comunità, ormai ridotta sia nei numeri che nell’affluenza alle funzioni religiose.
«Negli ultimi 50 anni molte cose sono cambiate», commenta don Ezio, «e uno degli aspetti più evidenti è la diminuzione della partecipazione alle celebrazioni. La chiesa più recente, infatti, è quasi del tutto inutilizzata e presenta costi elevati, soprattutto per quanto riguarda i consumi di gas e energia elettrica».
La decisione è stata presa dopo un ampio confronto con la comunità parrocchiale. Numerose assemblee sono state organizzate per discutere la questione, e la scelta di vendere l’edificio è stata fatta con criteri trasparenti e democratici, con l’obiettivo di alleggerire il bilancio della parrocchia e concentrarsi sul restauro dell’edificio storico.
La chiesa storica di San Pietro Apostolo, infatti, rappresenta un importante patrimonio culturale e spirituale per la comunità di Fontanelle, sebbene necessiti di numerosi interventi. «L’edificio è vecchio e, purtroppo, mostra segni di usura», aggiunge don Ezio. La chiesa fu ampliata e restaurata tra il 1769 e il 1773, ma la sua struttura, sebbene affascinante, ha bisogno di una cura costante.
La seconda chiesa, costruita in risposta alle esigenze del tempo, aveva inizialmente una funzione pratica: fornire un luogo di culto più accessibile per i residenti della parrocchia, data la difficoltà di comunicazione tra i vari nuclei abitati. Ma oggi, con il miglioramento delle infrastrutture, come le piste ciclabili e la diffusione delle auto anche tra gli anziani, il problema di accessibilità non sussiste più.
La parrocchia è già in trattativa con due acquirenti potenziali per la vendita dell’immobile e del terreno su cui sorge. «L’edificio potrebbe essere demolito per fare spazio a una nuova costruzione, oppure potrebbe essere ristrutturato e riutilizzato per scopi diversi», spiega don Ezio. Il destino della struttura dipenderà dai progetti presentati dagli acquirenti e dagli accordi che questi ultimi stabiliranno con l’amministrazione comunale.
Una decisione difficile, ma necessaria, quella di vendere la chiesa, che segna un altro passo nel cambiamento delle parrocchie italiane, sempre più alle prese con sfide economiche e una fede in continua trasformazione.
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La Chiesa da ristrutturare sarà sicuramente molto più rispondente ai canoni della fede cattolica….una chiesa costruita nel 1975 immagino possa piacere solo a qualche luterano…bravo Don..
sono tutte sciocchezze in quanto occorre autorizzazione della Diocesi.il parroco non può vendere proprio nulla senza autorizzazione dell’Ordinario del luogo,ossia il Vescovo(cit.CDC)
ma se ha fatto L’annuncio vuol dire che poteva o ha gia’ parlato, no?
Sicuramente il vescovo diocesano sarà stato interpellato e sarà d’accordo, se non a quest ora sarebbe già intervenuto a smentire il parroco locale.
Chiudetele tutte , insieme a sinagoghe e moschee.
Che vergogna. si tufferanno i musulmani
Un parroco senza cervello. E tutti gli altri dietro di lui.
Visti gli insediamenti, ne faranno una moschea.
Il male non viene da fuori, cova nell’intimo dell’uomo.
Immagino verrà trasformata in moschea vista la necessità di aree disponibili