Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Proseguono senza esito le ricerche del pescatore disperso a Punta Sabbioni, nella laguna di Venezia. È arrivato al nono giorno il lavoro dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco del nucleo regionale, impegnati nell’individuazione di un uomo di 57 anni scomparso lo scorso 18 dicembre. L’allarme era scattato dopo il ritrovamento del suo barchino ribaltato in laguna, nelle vicinanze delle barriere del MOSE.
Le operazioni di oggi hanno visto i sommozzatori veneziani impegnati in ricognizioni con un’imbarcazione dotata di ecoscandaglio. Nonostante i numerosi target segnalati, finora nessuno ha portato a risultati concreti. Per intensificare le ricerche, da Roma stanno arrivando nuove unità operative con strumentazione sonar ad alta risoluzione, particolarmente efficace per scandagliare i bassi fondali della laguna.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Il pescatore, residente a Cavallino-Treporti, era uscito nella serata di mercoledì scorso per una battuta di pesca, una pratica che svolgeva da anni, spesso anche nelle ore notturne. Al mancato rientro a casa, la preoccupazione dei familiari è cresciuta rapidamente e a dare l’allarme è stato uno dei figli, che ha iniziato a cercarlo nelle zone abitualmente frequentate dal padre. Nella mattinata di giovedì il figlio ha rinvenuto l’imbarcazione, un barchino in vetroresina lungo circa cinque metri, rovesciato in uno specchio d’acqua davanti a Punta Sabbioni, vicino alla secca del Bacan. L’uomo non era a bordo e non sono state trovate tracce utili a chiarire quanto accaduto. È stato subito attivato il dispositivo di ricerca e soccorso coordinato dalla Capitaneria di Porto di Venezia.
Le operazioni hanno visto la partecipazione di mezzi navali della Guardia Costiera, con motovedette provenienti da Venezia e Jesolo impegnate nella perlustrazione della laguna e dei principali canali navigabili. Parallelamente, le squadre hanno eseguito controlli lungo il litorale e nei punti di approdo, per cercare eventuali indizi sulla scomparsa. I Vigili del Fuoco hanno contribuito con due imbarcazioni partite dal Centro Storico di Venezia e con il nucleo regionale sommozzatori. È stata inoltre impiegata la motobarca Hydra del comando di Padova, equipaggiata con ecoscandaglio, per scandagliare i fondali e individuare eventuali ostacoli sommersi. Per le attività subacquee sono state utilizzate anche telecamere dedicate all’ispezione dei fondali.
Un ruolo importante nelle ricerche è stato svolto dal Nucleo regionale SAPR dei Vigili del Fuoco, che ha impiegato droni per la perlustrazione aerea e per tentare la localizzazione del telefono cellulare del disperso. L’uso dei droni si è rivelato particolarmente utile nelle aree interne della laguna, caratterizzate da fondali bassi e difficilmente raggiungibili con i mezzi nautici tradizionali. Alle operazioni hanno partecipato anche una motobarca dei Carabinieri e un mezzo navale della Guardia di Finanza, mentre la Prefettura è stata costantemente aggiornata sull’andamento dei soccorsi. In caso di necessità, è prevista la possibile attivazione del Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera di Genova come ulteriore risorsa specialistica.
Le ricerche sono continuate senza interruzioni anche durante le ore notturne, nonostante le condizioni meteorologiche difficili. La densa foschia che ha interessato il Veneziano in questi giorni ha ridotto la visibilità sia in mare sia dall’alto, complicando l’impiego dei mezzi aerei. L’eventuale utilizzo di un elicottero della Guardia Costiera è stato valutato più volte, ma subordinato alle condizioni meteo-marine e di visibilità.
Progressivamente, l’area di ricerca è stata ampliata, comprendendo la laguna tra Punta Sabbioni e il Lido di Venezia, incluse la bocca di porto, le opere foranee e le zone adiacenti alle barriere del MOSE. Le squadre hanno tenuto conto delle correnti e delle maree, ipotizzando possibili spostamenti del corpo in caso di caduta in acqua. Anche alcuni pescatori locali hanno collaborato, mettendo a disposizione le proprie imbarcazioni per supportare le operazioni e mantenendo il contatto con il coordinamento delle ricerche.
La notizia della scomparsa si è rapidamente diffusa nella comunità di Cavallino-Treporti, dove il pescatore era conosciuto e stimato. Uomo sposato e padre di due figli, era noto non solo per la sua esperienza in laguna ma anche per il suo impegno in attività artigianali legate alle tradizioni locali, come la realizzazione di presepi, per i quali aveva ricevuto riconoscimenti in ambito comunale. Le autorità locali seguono con attenzione l’evolversi della vicenda, mantenendo un contatto costante con la famiglia.
Nonostante l’imponente dispiegamento di uomini e mezzi, le ricerche al momento non hanno dato esito. Il coordinamento delle operazioni assicura che le attività proseguano anche nelle prossime ore, con l’obiettivo di chiarire le circostanze della scomparsa e rintracciare il pescatore disperso. La famiglia, in queste ore di grande apprensione, ha chiesto rispetto e riservatezza, mentre la comunità locale continua a seguire con preoccupazione le evoluzioni di questa vicenda.
L’arrivo imminente delle nuove unità da Roma, con sonar ad alta risoluzione, potrebbe rappresentare una svolta nelle ricerche, consentendo di esplorare con maggiore precisione i bassi fondali dove finora le operazioni hanno trovato maggiori difficoltà. Gli operatori sottolineano che la combinazione di mezzi nautici, subacquei e aerei rimane fondamentale in un contesto come quello della laguna veneziana, caratterizzato da correnti variabili e fondali complessi. Ogni nuova indicazione potrà aiutare a restringere le aree di ricerca e ad aumentare le probabilità di ritrovamento.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google