Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Perché gli Usa hanno fermato i Boeing 737 Max 9? Tutto risale ad un incidente avvenuto sotto il cielo dell’Oregon due giorni fa. Un Boeing 737 Max 9 dell’Alaska Airlines ha vissuto momenti di paura e tensione quando, venti minuti dopo il decollo, un portellone di uscita di sicurezza posteriore disattivata ha improvvisamente ceduto, costringendo l’equipaggio a un atterraggio di emergenza. Le immagini dell’incidente, con il pannello strappato, il buco nella fusoliera e il gelido vento che invade l’aereo, sono state condivise sui social, suscitando il terrore nel pubblico.
Nonostante la gravità della situazione, fortunatamente nessuna delle 177 persone a bordo, inclusi i sei membri dell’equipaggio, ha riportato ferite. Tuttavia, il panico è stato palpabile mentre le maschere di ossigeno scendevano e alcuni indumenti venivano portati via dalla forza del vento. La compagnia aerea ha preso misure immediate sospendendo precauzionalmente tutti i suoi 65 Boeing 737 Max 9.
E la decisione ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza di questo modello in quanto già coinvolto in precedenti questioni di sicurezza.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
In conseguenza ai fatti la Federal Aviation Administration (FAA), agenzia statunitense responsabile della sicurezza aerea, ha reagito ordinando la messa a terra temporanea di 171 velivoli di questo tipo in tutto il mondo.
Tale decisione è stata accompagnata dall’imposizione di ispezioni immediate prima che gli aeromobili possano essere autorizzati a tornare nuovamente in volo. Diverse autorità aeree internazionali, dalla Gran Bretagna alla Cina, stanno valutando le misure da adottare di fronte a questa nuova emergenza.
Il volo coinvolto nell’ultimo incidente, il 1282, era partito dall’aeroporto Internazionale di Portland con destinazione Ontario, in California. Poco dopo il decollo, l’equipaggio ha segnalato un “problema di pressurizzazione”, evidenziato dalle foto che mostrano un pannello strappato, originariamente pensato come porta di uscita opzionale nella parte centrale della cabina. La porta, solitamente installata da compagnie low cost per gestire posti extra, era però disattivata sui jet dell’Alaska Airlines.
Al momento dell’incidente, l’aereo si trovava a 4876 metri di quota, prima di precipitare a quota 3000 metri per effettuare un atterraggio d’emergenza. I passeggeri hanno raccontato momenti di terrore, con oblò che si staccano e indumenti che vengono strappati via dal potente risucchio causato dalla depressurizzazione. Nonostante la fortunata mancanza di feriti, l’esperienza è stata traumatica per tutti a bordo.
Alaska Airlines ha rassicurato il pubblico dichiarando che ogni aeromobile sarà rimesso in servizio solo dopo una completa manutenzione e ispezioni di sicurezza, prevedendo che i controlli saranno completati nei prossimi giorni. Il CEO, Ben Minicucci, ha annunciato la collaborazione con Boeing e le autorità di regolamentazione per comprendere le cause dell’incidente.
Boeing, già alle prese con problemi tecnici e di controllo della qualità, sta ora affrontando una nuova sfida per garantire la sicurezza dei suoi modelli, soprattutto dei 737 Max. La fusoliera coinvolta è stata prodotta dalla Spirit AeroSystems, la stessa azienda che ha precedentemente presentato problemi di qualità. I Boeing 737 Max erano stati fermati in tutto il mondo per 20 mesi a seguito di due fatali incidenti nel 2018 e nel 2019.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Questo aereo, a quanto si vocifera in alcuni giornali e in alcuni documentari ha problemi di progettazione e software ….