Patriarca: “Venezia non diventi la vetrina di un supermercato”. Moraglia uno di noi

ultima modifica: 18/11/2019 ore 16:12

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Il Patriarca di Venezia oggi in Piazza San Marco ha parlato dei problemi della città, non solo per la marea eccezionale di questi giorni ma anche per la misura eccessiva di un turismo che toglie la dimensione umana alle persone e alle famiglia che a Venezia vogliono vivere.

Ha lo sguardo preoccupato Mons. Moraglia, oltre che gli stivali ai piedi, mentre scruta una Piazza San Marco immersa nell’acqua alta. Con tono e modi gentili, come sempre, lancia un forte messaggio alla città: Il turismo deve essere limitato, Venezia non deve e non può diventare la vetrina di un supermercato.


IL PROBLEMA TURISMO NELLA CITTA’ FRAGILE
“C’è il grande problema del Turismo – ha detto il Patriarca – di un’industria del Turismo che sopravvaluta le potenzialità di Venezia. Il centro storico veneziano e le isole di Murano, Burano, Torcello, Mazzorbo, sono realtà che, come numero di abitanti, corrispondono a un quartiere di Roma. Eppure, in questo territorio ci sono 28milioni di turisti ogni anno.
Credo quindi che Venezia debba ripensarsi per rimanere fedele a se stessa, offrirsi al mondo, alla mondialità come deve continuare a fare, ma con dei criteri diversi se non vuole diventare la vetrina di un supermercato”.

CITTA’ VIVIBILE
“Penso che dobbiamo ricavare, da questo momento di difficoltà, un “recupero” di solidarietà – ha poi detto il Patriarca – di modo di intendere la vita “vivibile” per la nostra città. La nostra città è un patrimonio universale e nessuno lo vuole metterlo in dubbio. Però vogliamo anche avere la vita come veneziani, come persone che possono anche godere di momenti familiari, di intimità. Certo il lavoro è importante, non va disattesa questa difficoltà nazionale, però anche i bambini, gli anziani, le famiglie, hanno bisogno di spazi riservati a momenti in cui si rigenera l’uomo, la donna, la famiglia e la comunità, lo stare insieme”.


LA SOLIDARIETA’
Moraglia ha spiegato l’importanza della solidarietà in queste giornate difficili: “In questo momento dobbiamo cercare di tenere le comunità unite”.
Dopo un breve incontro in Piazza San Marco nel primo pomeriggio, stasera il Patriarca è stato a Murano, a celebrare la messa nella basilica di San Donato, duramente colpita dall’acqua alta, in cui si sono sollevati gli antichi mosaici del 1100.

“Vado a celebrare l’Eucarestia e parlare con la comunità di Murano monsignor moraglia patriarca venezia tondo nostra
– ha detto il Patriarca – a dire loro che non li lasciamo soli, non solo con la preghiera ma anche con la presenza. Domani andrò all’isola di Burano e Torcello, dove mi dicono che vi sono tanti disagi e tante attività compromesse”.
“La bella notizia – ha aggiunto Moraglia – sono i nostri giovani che spontaneamente si sono mossi: sono la Venezia del futuro che ci fa sperare bene e fa fare un esame di coscienza alla Venezia del momento presente, dell’oggi.

LA PREOCCUPAZIONE PER ACQUE ALTE RIPETUTE
Le acque alte a Venezia in questi giorni si sono ripetute frequenti. “Sono preoccupato – ha detto Moraglia – perché temo che questo fatto si verifichi ancora con una certa frequenza. L’anno scorso eravamo in una situazione analoga. Dovremmo aspettarcelo anche il prossimo autunno, e quello dopo ancora?”
“Hanno fissato la data del Mose tra due anni, infatti, – ha concluso il Patriarca – non risolverà tutti i problemi ma almeno è un segno, un segno che ci è dovuto, e potrebbe essere un momento importante”.

“Vorrei inoltre cogliere l’occasione per segnalare che negli edifici a disposizione della Diocesi e della Caritas sono al momento ospitate 15 persone sfollate che hanno le case al pianoterra e al momento non possono starci dentro, anche solo per l’assenza di riscaldamento a causa della marea eccezionale di martedì notte. I posti a disposizione per l’ospitalità sono 70 in totale e chi ne avesse bisogno o sapesse di qualcuno in difficoltà abitativa può chiamare il numero che si trova nel sito del Patriarcato di Venezia”.

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