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Sono stati 84 minuti di paura sul volo Flydubai decollato da Dubai alle 3:05 del mattino e diretto a Tel Aviv. La crisi è esplosa quando, alle 5:38, qualcuno dal cockpit ha segnalato alla torre di controllo un dirottamento, fino all’atterraggio d’emergenza all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita.
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I passeggeri raccontano urla e scossoni che hanno fatto “ballare” la fusoliera: l’aereo è precipitato di 5.000 metri in soli due minuti, secondo quanto riferito. A bordo una hostess è stata vista rannicchiata nel corridoio; una passeggera ha chiesto ripetutamente: “Cosa sta succedendo?”.
Testimoni descrivono inoltre sangue sulle pareti dell’aeromobile e urla provenienti dalla cabina di pilotaggio. Secondo queste testimonianze, il copilota, cittadino dell’Oman, avrebbe assalito il pilota con un coltello nel tentativo di prendere il controllo. Il comandante, di nazionalità emiratina, e il copilota sono rimasti feriti e sono stati trovati attaccati alle maschere dell’ossigeno dopo la colluttazione.
Alcuni passeggeri si sarebbero fatti avanti per immobilizzare il presunto aggressore. Piloti fuori servizio presenti sul volo hanno poi preso il controllo del velivolo e condotto l’atterraggio a Tabuk.
Una foto scattata sulla pista mostra il timone mancante, forse a seguito delle brusche manovre effettuate durante la crisi. L’Arabia Saudita ha aperto un’indagine per terrorismo, valutando l’ipotesi che il copilota volesse far schiantare l’aereo nel deserto o su una città israeliana, in un’azione paragonata dagli inquirenti alle dinamiche dell’11 settembre.
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