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Il quadro internazionale resta segnato da tensioni fra Stati Uniti, Iran e Israele, con ripercussioni sul mercato energetico e nuovi raid nella Striscia di Gaza.
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Il presidente Usa Donald Trump ha affermato nello Studio Ovale che “quando la guerra finirà, e accadrà presto, i prezzi della benzina crolleranno” e, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha pronunciato la frase ripetuta: “Magari li fai saltare in aria. Il momento sta arrivando”. Sempre Trump ha detto che gli Stati Uniti stanno “valutando” se l’Iran sia coinvolto nell’incidente vicino alla base RAF di Fairford e ha promesso risposte “molto presto”, pur notando che le informazioni sono confuse e che potrebbe trattarsi di un furto di carburante.
Sull’onda delle tensioni, il prezzo del petrolio ha registrato un nuovo rialzo: il Brent è salito dello 0,92% a 103,53 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,16% a 90,42 dollari.
A Gaza la situazione è ancora drammatica. Secondo l’agenzia Wafa, negli ultimi attacchi israeliani sono morte nove persone, tra cui il giornalista Muhammad Abdel Aziz al-Najjar, speaker di “Holy Quran Radio”, ucciso a Khan Younis. Fonti ospedaliere citate da Al Jazeera riportano inoltre che un drone israeliano ha ucciso il giornalista Mohammed al-Najjar nell’area di al-Mawasi, a nord di Khan Younis. In altri raid, un uomo è stato ucciso vicino all’ospedale Al-Shifa a Gaza City; sei persone sono state uccise e 15 ferite in un attacco con droni contro un minibus nel quartiere Tel Al-Hawa; un uomo di 33 anni è stato ucciso ad Al-Qarara, a nord di Khan Younis, con altre tre persone ferite, tra cui un bambino.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno reso noto di aver eliminato a Gaza City Amar Sharafi, comandante di compagnia dell’ala militare di Hamas, tramite un attacco aereo. Il portavoce delle Idf ha precisato che prima dell’operazione sono state adottate misure per minimizzare i danni ai civili, usando munizioni di precisione e sorveglianza aerea.
In un comunicato ufficiale l’Idf ha anche criticato il film d’inchiesta Naza, sostenendo che “presenta un quadro distorto, fuorviante e non imparziale” del processo di pianificazione e che si basa su errori fattuali. L’esercito ha negato di aver mai pianificato o condotto attacchi a Gaza con l’intento di uccidere 500 civili o un numero paragonabile, e ha affermato che “l’intelligenza artificiale non ha mai selezionato autonomamente gli obiettivi da colpire per conto dell’Idf”.
La tensione si riverbera anche sui civili e sulle infrastrutture: l’Onu ha annunciato di valutare tre siti per possibili ricollocamenti temporanei a Gaza in vista della stagione delle piogge. Il portavoce Stephane Dujarric ha spiegato che esistono oltre 450 siti per sfollati considerati ad alto rischio di inondazione, dove vive circa un quinto della popolazione di Gaza, e che prima di trasferimenti su larga scala è necessario rimuovere ordigni inesplosi e predisporre drenaggio, acqua, illuminazione e strade d’accesso. L’Onu segnala che l’accesso è limitato al 65% del territorio, mentre il restante 35% è già sovraffollato.
Sul fronte della Cisgiordania, centinaia di coloni israeliani hanno sfilato tra gli insediamenti ricostruiti di Ganim e Kadim nel nord della regione, in occasione della festa di Sukkot, segnando il ritorno in aree che fino a poco tempo prima erano prevalentemente abitate da palestinesi. Tra i presenti, il rappresentante dei coloni Yossi Dagan ha esultato parlando alla folla.
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