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Ospedale Civile: dimessa dal pronto soccorso va a casa a piedi e muore

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Ospedale Civile di Civile ancora nelle prime pagine oggi.
Una donna, visitata e dimessa dal pronto soccorso, è tornata a casa (con grande fatica) camminando sulle sue gambe ma dopo poche ore è spirata.
F.C., signora di 52 anni residente a Lido, mercoledì sera era stata portata al SS. Giovanni e Paolo perché era stata colta da un malore:

mentre era in doccia aveva perso i sensi ed era stata trovata così distesa in bagno.
Immediati i soccorsi, prima con il trasporto al PPI, Punto di Primo Soccorso dell’isola, poi con il trasferimento in idroambulanza, al pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Venezia.
Qui vengono fatti tutti i controlli medici che terminano con una dimissione verso l’una e mezza di notte.
F.C. però non usufruirà del beneficio del trasporto in ambulanza così

si deve arrangiare come può. Secondo una ricostruzione, con grande fatica, raggiunge a piedi San Zaccaria dove si imbarca in un vaporetto e raggiunge S.Maria Elisabetta dove prende un autobus a notte inoltrata, in pigiama, ciabatte e con quel freddo.
Neanche il tempo, si fa per dire, di raccontare nelle ore seguenti l’infelice esperienza ai congiunti: purtroppo F.C. viene colta da un nuovo malore.
A 24 ore dal primo episodio,

il secondo risulterà però purtroppo fatale.
I parenti stanno ora valutando un esposto contro l’Ulss 3 Serenissima.

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Redazione
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16 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. ma davvero con le tre idroambulanze che ci sono in servizio di notte le vogliamo usare per tutte le dimissioni anche di pazienti deambulanti? Ok però poi non lamentiamoci se chiamiamo il 118 per una emergenza e ci rispondono che arriveranno appena possibile ma al momento tutti i mezzi (3) sono occupati per portare a domicilio i pazienti, (1 a Burano, 1 a Pellestrina e 1 al Lido) per non parlare del Lido dove il mezzo è uno solo…. cerchiamo di ragionare, se i mezzi fossero in numero maggiore potrebbero fare servizio taxi ma così non è, scegliete o la dimissione o il soccorso!

    • Parlo dal vicino Friuli, conosco personalmente la vicenda e una persona in quelle condizioni non andava nemmeno dimessa.
      Per di più sola, senza portafoglio e documenti, in pigiama e ciabatte a -5gradi, di notte, dopo un trauma alla testa causato da un malore per il quale è stata liquidata con 3 esami che non avrebbero comunque rilevato il vero problema.
      Il punto è che negli ospedali ora vien fatto tutto in modo più superficiale.
      Una persona in quella situazione clinica non doveva lasciare l’ospedale. A costo di trovarle una barella..in pediatria! Punto.
      Ci sono state negligenze e verranno a galla.
      Che ci siano problemi logistici per il rientro di pazienti purtroppo è una realtà, ma questa paziente non è stata neppure trattata con il dovuto impegno.

  2. Mi stringo forte alla sua famiglia, ci mancherai angelo di Pto.Escondido e Venezia sei sempre nei nostri cuori.

  3. La conoscevo di persona..era una Donna dal Cuore Grande buona generosa bellissima solare con una grande Forza..nella sua Vita ha Sempre messo al primo posto gli altri..accudiva con Amore e Dedizione la Sua Dolce Mamma..amava Viaggiare ..amava I cani..amava Vivere.il Suo Sorriso era Radioso e Contagioso..era piu di una Sorella per Me.Aveva in desiderio..ritornare nel suo amato Mexico.Ma come si fa dico..dopo che l hanno trovata svenuta in bagno dimetterla in piena notte….Delinquenti..a dir poco..Amica …Sorella..sono Sconvolta..mi manchi…mi mancherai..grz x CIO che mi hai insegnato.non e giusto..eri cosi bella e giovane.i responsabili Devono pagare.un abbraccio alla Sua Mamma alla Sorella ed ai parenti tutti..
    Sentite Condoglianze.mandi F. Rimarrai Sempre nel mio Cuore.R.I.P BENEDICIONES

  4. Il problema dell’uso dell’Idria ambulanza dall’O.C.Ve. per le isole, da parte di pazienti sia di P.S. che dimessi da post ricovero secondo me dovrebbe essere riformato nel senso che tutti i cittadini debbono poterla usare, a pagamento, con tariffa prefissata dalla U.S.L. e la richiesta fatta attraverso il “118”, che ne gestisce il servizio. Niente attese di ore, certezza di responsabilità degli operatori, sicurezza per gli utenti soprattutto di notte.

  5. Se ne ha bisogno l’ospedale organizza l’ambulanza. MA, ricordiamoci tutti, che uno dei criteri fondanti è il risparmio. Comunque mi auguro parta una denuncia, anche se la persona purtroppo non tornerà.

    • ma va la’…
      lo sai anche tu come è il trucchetto,
      e se non lo sai te lo dico io:
      “Signora può andare a casa”
      “Ma non c’è un’ambulanza?”
      “Certo che c’è signora, è a pagamento e deve aspettare, perchè prima ci sono le urgenze”
      “E quanto c’è da aspettare?”
      “Eh non si sa mai, 3 ore, quattro ore…”
      “Grazie lasci stare, chiamo un mezzo privato”
      Successo tante e tante volte a me che ho accompagnato mia moglie, lo sanno tutti:
      co sto trucchetto te l’hanno offerta l’ambulanza ma tu dopo 10 ore di pronto soccorso non vuoi aspettare ancora altre tre ore (minimo, ti dicono) così te ne vai e loro stanno al caldo..

  6. Dipende anche dal buon senso delle persone che ti negano di aver compagnia.Io ad una visita all’ospedale all’Angelo sono entrato accompagnato da mia figlia dopo qualche scambio di parole .Ho 87 anni ma sono in buon stato di salute .

  7. Devono essere riviste urgentemente le norme per l’accompagnamento delle persone sole ammalate o anziane.Dipende anche dal buon senso delle persone che valutano la situazione. Io sono stato accompagnato da mia figlia ad una visita all’angelo sono passato dopo qualche qualche scambio di parole.regolarmente ho 87 anni ma in perfetta forma sia fisica che mentale.

  8. Dovevano riaccompagnarla in Idroambulanza come si fa dimettere all’una e mezza di notte una signora che già deve aver avuto una giornata faticosa stressante e credo con paura per esiti esami.sapendo che causa covid 19 nessun famigliare o amico può starti accanto è una vergogna!!!! spero riescano ad ottenere un po’ di giustizia per la signora ma anche per altri che verranno sentite condoglianze alla famiglia

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