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Orge in canonica, don Andrea anche con trans a pagamento

Nuovi dettagli emergono dalla denuncia presentata ai carabinieri dall’ex amante dell’ex parroco padovano don Andrea Contin, accusato di organizzare orge e incontri sessuali all’interno della canonica. Dalle quattro pagine di denuncia depositate dalla donna, una quarantanovenne padovana che si era rivolta ai carabinieri dopo che il rapporto con il prete era divenuto “troppo violento”, emerge […]

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Nuovi dettagli emergono dalla denuncia presentata ai carabinieri dall’ex amante dell’ex parroco padovano don Andrea Contin, accusato di organizzare orge e incontri sessuali all’interno della canonica.

Dalle quattro pagine di denuncia depositate dalla donna, una quarantanovenne padovana che si era rivolta ai carabinieri dopo che il rapporto con il prete era divenuto “troppo violento”, emerge che il parroco avrebbe avuto frequenti e costanti rapporti a pagamento con un transessuale, residente in provincia.

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A questo punto non è escluso che il pm che coordina l’indagine, Roberto Piccione, decida di sentire anche quest’ultimo nei prossimi giorni.

Lo scandalo del prete che organizzava orge è quindi destinato ad allargarsi sempre di più. Teatro degli avvenimenti la piccola chiesa di San Lazzaro (Padova) dove si sarebbe praticato anche sesso estremo, con tanto di catene e sevizie, sempre con donne fedeli consapevoli e consenzienti.

Ieri intanto il vescovo di Padova ha pubblicato una lettera aperta in cui parla anche della rilevanza data dai media alla vicenda.
“Sento il bisogno di farmi presente in questo momento di sofferenza della nostra Diocesi. Immagino quanto siate provati, confusi, scandalizzati da vicende collegabili con la nostra Chiesa”. Così il vescovo Claudio Cipolla alle comunità della Diocesi di Padova, dopo i fatti che vedono un parroco padovano, don Andrea Contin, al centro di una indagine per incontri sessuali organizzati in canonica.

Il prelato si trova in questi giorni impegnato nella visita alle missioni diocesane in Ecuador e Brasile, dove operano molti preti e laici al servizio dei poveri.
“Anche a me stesso – scrive Cipolla – ricordo che ogni cristiano, ogni credente resta un uomo, che ogni giorno deve rinnovare, proprio per la sua fragilità di creatura, la sua alleanza con il Signore. Il male esiste anche nelle chiese come nei singoli credenti. Ne abbiamo attraversate altre di situazioni gravi e ogni volta sappiamo che dobbiamo tornare all’origine della nostra fede per trovare forza”.

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“Mentre i nostri giornali si gloriano di aver bucato lo schermo a livello internazionale – afferma il vescovo -, io mi vergogno (non solo come uomo di Chiesa) perché abbiamo guadagnato solamente la commiserazione di molti, l’ironia e la beffa di molti altri. Non tutti stanno capendo che è una ferita dolorosa per la nostra Chiesa e per la nostra società padovana”.

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. La foto che è stata inserita nell’articolo, non è corretta.
    Rappresenta infatti la chiesa di S. Lazzaro sì, ma di Savena, Comune omonimo in provincia di Bologna e non Padova.

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