Opere d’arte sacre recuperate dai carabinieri. Rubate, erano vendute in fiera antiquariato inglese

ultimo aggiornamento: 19/02/2020 ore 19:54

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Opere d’arte sacra recuperate dai carabinieri. Rubate, erano venute in fiera antiquariato inglese

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia e dell’Arma Territoriale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pavia, a seguito di complesse e prolungate attività di indagine, svolte con l’ausilio della Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande banca dati di opere d’arte rubate esistente al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma, hanno individuato e recuperato preziosi beni culturali ecclesiastici.

L’elenco delle opere d’arte vede:
Nr.UN (1) Crocifisso in legno di cui la scultura raffigurante Gesù Cristo cm.h.96×80 circa e la croce in legno dipinto con cartiglio inscritto “INRI” di cm.h.212-103×23 circa, scultore emiliano del XVIII-XIX sec.;
Nr.DUE (2) Candelieri in legno scolpito e argentato con piedi a zampe leonine cm.h.100x27x18 circa, seconda metà XIX sec.
Nr.DUE (2) Candelieri in legno scolpito e argentato cm.h.71x20x12 circa, con piedi a voluta del XVIII sec.;
Nr.DUE (2) Candelieri in legno intagliato, argentato. cm.h.67x19x18 circa del XVIII sec.;
Nr.DUE (2) Cornici in legno intagliato cm.h.101×62 relative a due cartegloria “ante et post missam” di forma mistilinea decorate da volute e riccioli, bottega piacentina del XVIII sec., la cui parte interna a stampa è stata sostituita con specchi.

Le opere sono state trafugate da ignoti nel periodo compreso presumibilmente tra il 28 febbraio e il 3 marzo 2013 dalla Chiesa di Sant’Ilario Vescovo, sita in Rivergaro (PC), frazione Rallio di Montechiaro.

Nel corso delle indagini è stato possibile accertare che i beni dopo il furto e la ricettazione erano stati illecitamente esportati all’estero, ove venivano commercializzati presso una nota fiera di antiquariato inglese.

A seguito di ulteriori transazioni e compravendite le opere son state poi rintrodotte sul mercato italiano, dove venivano individuate e recuperate nei territori delle provincie di Venezia, Milano e Pavia presso ignari collezionisti.

I beni recuperati sono stati riconosciuti dal legittimo proprietario e la competente Autorità Giudiziaria ha già disposto la loro restituzione.

Una persona è stata denunciata per ricettazione.

Le opere recuperate rappresentano importanti testimonianze dell’arte scultorea di ambito ecclesiastico del XVIII e XIX secolo in territorio emiliano-piacentino, e la loro restituzione al patrimonio culturale nazionale e locale è pertanto da considerarsi oltre che “un ritorno a casa”, anche un deterrente contro i furti sacrileghi.

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