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Cresce la percentuale di persone che, contratto il Covid, ha bisogno dell’assistenza ospedaliera.
La percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ospedalieri, è aumentato di 2 punti percentuali in 6 giorni.
E’ ora stabile al 7% nelle ultime 24 ore, mentre un anno fa era al 5%.
In questo quadro, due regioni superano il 15%: Umbria (17%) e Pa Bolzano (23%).
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E’ ferma all’1%, invece, la percentuale di terapie intensive occupate da pazienti Covid in Italia (un anno fa era al 5%) e tutte le regioni sono sotto il 10%.
Questi i dati relativi al 2 ottobre, elaborati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).
Rispetto al giorno precedente, la percentuale di posti occupati per Covid-19 nelle corsie dei reparti ospedalieri di area medica (o non critica), importante parametro per valutare l’impatto della pandemia sulle strutture sanitarie, cala in Basilicata (7%) e Umbria (17%), ma cresce in 6 regioni e province autonome: Abruzzo (a 11%), Emilia Romagna (8%), Friuli Venezia Giulia (13%), Marche (8%), Pa Bolzano (23%), Pa Trento (11%).
Il valore è stabile nelle restanti 13 regioni: Calabria (13%), Campania (7%), Lazio (7%), Liguria (8%), Lombardia (6%), Molise (4%), Piemonte (5%), Puglia (4%), Sardegna (3%), Sicilia (5%), Toscana (5%), Valle d’Aosta (9%) e Veneto (6%).
Quanto alla percentuale di terapie intensive occupate da pazienti con Covid-19, rispetto alla rilevazione del giorno precedente, il valore cresce in Pa Trento (6%) e cala in 4 regioni: Basilicata (0%), Friuli Venezia Giulia (1%), Marche (1%) e Pa Bolzano (2%). E’ stabile in 13 regioni: Abruzzo (al 1%), Calabria (al 4%), Campania (1%), Emilia Romagna (2%), Lazio (3%), Liguria (2%), Lombardia (1%), Piemonte (1%), Puglia (1%), Sicilia (2%), Toscana (1%), Umbria (2%) e Veneto (2%).
(Per Molise (0%), Sardegna (0%) e Valle d’Aosta (0%) la variazione non è disponibile).
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