Il nuovo virus che arriva dalla Cina. Ecco che cos’è

ultimo aggiornamento: 01/07/2020 ore 16:16

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Il nuovo virus che arriva dalla Cina? Ecco che cos'è

Il nuovo virus di cui si parla, che cos’è? Di cosa si tratta? Questa mattina nelle prime pagine di ogni giornale gli articoli su di esso sono presenti ovunque: cerchiamo di capirci di più.

Il nuovo virus in Cina è il G4 EA H1N1 e sarebbe uno dei tanti, come riporta l’Ansa. La provenienza è per tutti di origine animale e sarebbero molti i nuovi serbatoi, dai maiali alle zanzare.

Un vaso di Pandora: gli esperti ieri hanno definito così l’emergere di tutti questi nuovi virus, come collage di frammenti genetici che in alcuni casi possono diventare una minaccia per l’uomo.

L’ultimo arrivato è appunto quello di cui si parla: il virus G4 EA H1N1 appena scoperto in Cina, un lontano parente del virus responsabile di quell’ H1N1 che ha causato la pandemia del 2009 che, dopo essersi adattato all’uomo, è tornato nei maiali.

Il virus ha compiuto un percorso tortuoso che alla fine ha prodotto un virus nuovo, in apparenza simile ad altri visti in passato ma contro il quale i vecchi vaccini non funzionano.

E’ una vecchia storia, come sa bene chi studia il mondo sconfinato dei virus. Quelli dell’influenza sono i più diffusi e insidiosi, ma dal 2003 alla pandemia di Covid-19 abbiamo imparato a conoscere i coronavirus e altri che ancora nascono e si modificano in altri animali.

Chikungunya, Ebola, Marburgo, Nipah, Zika sono soltanto i più noti. In questa moltitudine, che gli addetti ai lavori chiamano virosfera, i virus dell’influenza come quello appena scoperto in Cina sono i più frequenti.

In particolare “i virus della famiglia H1N1 sono il frutto di un gran calderone di riarrangiamenti di virus diversi in animali diversi”, osserva l’infettivologo Massimo Galli, dell’Università di Milano e primario dell’ospedale Sacco.

“Finchè – aggiunge l’esperto – non si estrae dal mazzo un virus capace di trasmettersi da uomo a uomo”.

Le provette naturali nelle quali questi virus rimescolano il loro patrimonio genetico sono i maiali, ma recentemente è emerso che anche i pipistrelli danno il loro contributo.

Volendo ripercorrere l’albero genealogico di quello di cui si parla questa mattina, scoperto in Cina, il suo parente più lontano è addirittura il virus H1N1 della Spagnola, ri-saltato fuori nel 2009 in una veste molto diversa: una sorta di Arlecchino genetico che aveva in sé, osserva l’esperto, i virus suini H1N1 americano ed eurasiatico, mescolati con un frammento del virus degli uccelli e con un virus umano.

“Quello che i ricercatori cinesi hanno trovato è un virus che nel tempo è cambiato radicalmente e che oggi – prosegue – è stato trovato anche negli addetti degli allevamenti, soprattutto di età compresa fra 18 e 35 anni e si è visto che non si trasmette da uomo a uomo”.

E’ possibile, rileva, che “se saltasse fuori non ci darebbe fastidi”, ma “non avremmo un vaccino e dovremmo programmarne uno”.

Impossibile dire oggi quanto il nuovo virus possa essere pericoloso, “ma c’è di peggio”, dice Galli pensando ad alcuni dei tanti virus influenzali comparsi negli ultimi anni. Primo fra tutti il virus H5N1 dell’ influenza aviaria che aveva fatto tanto parlare di sé alla fine del ‘900 e che, secondo i dati più recenti, ha il 50% di letalità anche se tutti i contagi visti finora sono avvenuti in chi era a stretto contatto con gli animali.

Poi c’è stato anche il virus H7N9, anche questo nato in Cina, che ha circolato fra il 2013 e il 2014 proprio in Cina: un virus aviario che non si è trasmesso significativamente da uomo a uomo. Un altro virus aviario che ha fatto parlare di sé è stato infine il virus H5N8, che negli ultimi anni ha circolato in Europa.

Il lavoro degli scienziati che hanno studiato il nuovo virus di cui si parla in queste ore hanno riassunto i risultati del loro lavoro in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) e ora avvertono che occorre fare presto nell’applicare misure atte a contenere la diffusione del virus tra i suini.

Bloccare subito questo nuovo virus vorrebbe dire anche arrestarlo prima che riesca mutare arrivando a trasmettersi agli – e poi tra – gli esseri umani proprio come il nuovo coronavirus. Ciò potrebbe dare origine a una nuova pandemia che potrebbe diventare grave dato che, trattandosi di un virus nuovo, le persone potrebbero non avere alcuna difesa contro di esso, come è avvenuto all’esplosione del Covid-19.

Il professor Kin-Chow Chang e i suoi colleghi dell’Università di Nottingham affermano che il G4 EA H1N1 (o, più semplicemente, G4) è in grado di crescere e moltiplicarsi nelle cellule delle vie respiratorie degli esseri umani.

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