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Nuovo sistema indirizza pazienti a fare visite dove vuole Regione. Bartelle: “Zaia vuol fare guadagnare Trenitalia”

Venezia: liste d’attesa, Bartelle (M5S)”Zaia sostiene  che se uno vuole curarsi sotto casa debba aspettare. Mah?” “Zaia inizia il percorso della sua autonomia distruggendo il diritto alla libera scelta del medico. Con il nuovo sistema di prenotazione nel Centro Unico Regionale infatti, sarà la Regione ad indirizzare dove vorrà, i pazienti che intendono prenotare una […]

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Venezia: liste d’attesa, Bartelle (M5S)”Zaia sostiene  che se uno vuole curarsi sotto casa debba aspettare. Mah?”

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“Zaia inizia il percorso della sua autonomia distruggendo il diritto alla libera scelta del medico. Con il nuovo sistema di prenotazione nel Centro Unico Regionale infatti, sarà la Regione ad indirizzare dove vorrà, i pazienti che intendono prenotare una visita o un intervento. Addirittura sarà tenuta una lista di “capricciosi” cioè di coloro che da Porto Tolle rifiuteranno di curarsi a Belluno, e viceversa”. Esordisce così la consigliera regionale penta stellata Patrizia Bartelle sul tema delle liste d’attesa.

“Zaia, sostiene  che se uno vuole curarsi sotto casa è giusto che aspetti. Un’affermazione che è  la logica conseguenza di anni di politica sanitaria regionale che ha svuotato di specialità, servizi e competenze gli ospedali periferici. Per anni il governatore del Veneto ha scientemente allontanato i luoghi di cura dai cittadini, e oggi completa l’opera introducendo la mobilità dei pazienti che vogliono curarsi, favorendo le cliniche private che, al contrario della Sanità pubblica, si stanno capillarizzando nei territori”.

“ I vantaggi per il governatore del Veneto sono evidenti: aumenteranno i biglietti per Trenitalia, con cui il governatore  ha appena siglato un oneroso rinnovo del Contratto di Trasporto locale fino al 2032; aumenteranno i pedaggi autostradali per la concessionaria autostradale che il presidente della regione  vuol fare con trentini e friulani; insomma, crescerà il Pil della Regione. L’unica cosa che calerà sarà il diritto alle cure dei cittadini. Ma a Zaia,è evidente, questo non interessa.”

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  1. Secondo me, io penso che:
    dopo lo scandalo dei tempi d’attesa “truccati” presso la Ulss 3, gli esami del sangue che costano di più pagando il ticket che pagandoli di tasca propria nei laboratori privati (e così si distrugge la sanità pubblica e il diritto alla salute), le tante promesse mai mantenute di abolire e ridurre ticket e super ticket (quota fissa), dopo aver “suddiviso” le prestazioni in varie parti per far pagare più ticket (esempio non più piedi, ma piede destro e piede sinistro da pagare con due ticket, quindi il doppio…), ora si inventano anche le trasferte “forzate”: lasciate in pace i Veneti ammalati!
    E meno male che l‘autonomia darebbe vantaggi per tutti…. Per carità, in Veneto abbiamo già visto abbastanza cosa possono fare, tra i vari Galan e Chisso finiti in galera… Forse qualcuno vuole “far di più”, magari imitando il…”modello Sicilia”, bella, autonoma, e in piena illegalità tra mafie e appalti truccati?
    Tante parole per anni su Roma “ladrona”, ma a me pare che il Veneto non sia da meno: basta guardare il Mose… (dove in realtà Roma è stata tutt’altro che ladrona, visti i miliardi che ha tirato fuori per un’opera praticamente inutile, che ha reso solo miliardi ai furbetti di turno…!)
    E poi: perché dove il Veneto ha già autonomia, si comporta “come” Roma? Sia la Regione che i Comuni del Veneto mi pare possano non applicare la rispettiva addizionale IRPEF (tassa sui redditi dei cittadini-persone fisiche). E invece, in primis la Regione, la applica, e ben al 1,3 %! E allora? Di cosa parliamo?
    Si pensi invece a garantire una sanità senza ticket ed altri oneri per i cittadini, meno visite private ”intra-moenia” , tempi per visite ed esami più ragionevoli, e meno affari di certe case farmaceutiche.
    Fantasie: non mi pare: vi ricordate la Fidia e il suo Cronassial (autorizzato da un altro storico farabutto della sanitò chiamato Poggiolini che aveva i lingotti d’oro nelle aiuole del giardino?) che pare causasse persino la morte, ma veniva felicemente prescritto nel Veneto, specie in zona colli euganei, guarda caso proprio nella zona dove la Fidia aveva sede?
    (Vedere: politicamolecolare.blogspot.com/2007/11/rita-levi-di-montalcini-e-i.html )
    Non servono autonomie, ma serietà, onestà e bravi politici (se ne esistono…).

    Prof. Fabio Mozzatto
    Veneto, e Veneziano d.o.c.

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