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sabato 23 Ottobre 2021

Nuovo allarme per Venezia, l’avanzata del mare la mette a rischio

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Nuovo allarme per Venezia, l'avanzata del mare la mette a rischio

Alcuni giorni fa un articolo su come Venezia fosse in pericolo a causa del clima aveva provocato migliaia di visite e commenti, e non si trattava di propaganda allarmistica, ma solo della constatazione su come gli effetti del clima stanno facendo cambiare il nostro pianeta.

Oggi un altro allarme per un nuovo studio di soggetti diversi – tra cui l’Unesco – indica come l’innalzamento del livello del mare e la crescente erosione del litorale mettono Venezia e le sue
bellezze architettoniche e paesaggistiche “in immediato pericolo”.

L’allarme (che sembra ricalcare il nostro articolo dei giorni scorsi: “E’ ufficiale: innalzamento mari sommerge isole. Venezia potrebbe sparire”) viene dall’Union of concerned scientists.

Gli scienziati, in uno studio realizzato appunto con Unesco e Unep (l’agenzia dell’Onu per l’ambiente) individua trentuno siti patrimonio dell’umanità, tra cui la città dei dogi, seriamente minacciati dal cambiamento climatico.

“Il bisogno di agire è chiaro e urgente. Dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra in linea con gli accordi di Parigi, e fornire le risorse finanziarie, il supporto e le competenze necessarie a garantire la resistenza dei siti sul lungo termine”, sottolineano i coordinatori dello studio.

Lo studio punta i riflettori sul rischio che corrono numerose riserve di biodiversità e natura incontaminata, dall’ecosistema marino della Nuova Caledonia al monte Kilimangiaro, ma anche siti storici come Stonehenge e la città di Cartagena e monumenti celebri come la Statua della libertà.

A Venezia, sottolineano gli esperti, “centinaia di edifici e monumenti sono stati già danneggiati dall’innalzamento del mare”, che arriva ormai al di là delle basi in pietra pensate dagli architetti dei secoli passati per proteggere i mattoni che costituiscono le pareti degli edifici.
Situazione “peggiorata dall’escavazione di canali di acque profonde per la navigazione, che permettono a più acqua marina di entrare nella laguna e quindi ne aumentano la salinità”.

Il sale, sottolinea ancora lo studio, rovina i mattoni, e corrode anche i supporti metallici collocati per stabilizzare gli edifici.
Le infiltrazioni nocive di acqua salata stanno progressivamente danneggiando anche opere artistiche celebri, i mosaici pavimentali della basilica di San Marco, le cui piccole tessere colorate sono intaccate dalla salinità, o il cenotafio di Antonio Canova nella chiesa di Santa Maria dei Frari, le cui statue “sono ormai più spesso bagnate che asciutte” e presentano “squamature e piccoli rigonfiamenti” a causa dell’umidità che si accumula nel marmo poroso.

L’acqua non è però la sola minaccia per l’integrità di Venezia. Anche il suo successo turistico si sta pian piano trasformando in fonte di rischi per la delicatissima città sospesa sulla laguna, soprattutto per l’aumento di passaggi e attracchi delle navi da crociera.

Paolo Pradolin | 27/05/2016 | (Photo d’archive) | [cod veneso]

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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  1. Aver scavato il fondale nel canale della giudecca-bacino di s. Marco-giardini, la dice lunga, un esempio e’ il palazzo delle prigioni nuove di fronte a Palazzo Ducale, basti vedere il basamento in marmo che parte dal ponte della Paglia fino al vicino ponte dei Sospiri si e’ creato un dislivello di oltre 30cm. per non parlare delle barene unica, difesa per Venezia,che a causa del moto ondoso sempre piu’ forte stanno sprofondando. Ma si sa purtroppo queste notizie meno vengono diramate meglio e’!

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