Novecento, capolavoro di Bertolucci, al Candiani di Mestre in Ultra HD-4K

ultimo aggiornamento: 22/04/2018 ore 20:08

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Al multisala di Mestre, proiezione in due atti, 26 aprile e 3 maggio, della nuova versione in Ultra HD-4K del kolossal con De Niro, Depardieu, Sutherland, Lancaster e le musiche di Morricone.

In occasione delle ricorrenze del 25 aprile e 1 maggio, arriva a IMG Cinemas Candiani uno degli eventi cinematografici più importanti degli ultimi anni: il multisala di Mestre presenta la versione integrale, restaurata con la tecnologia Ultra HD 4K, di Novecento, capolavoro di Bernardo Bertolucci.


Il kolossal verrà trasmesso da IMG in due atti: prima parte giovedì 26 aprile alle 19.30 (dal 1900 all’avvento del fascismo), seconda parte giovedì 3 maggio alle 19.30 (la Liberazione).

Interpretato da un cast stellare (tra gli altri, Robert De Niro, Gérard Depardieu, Dominique Sanda, Donald Sutherland, Burt Lancaster), con le musiche di Ennio Morricone e la fotografia di Vittorio Storaro, il film è un affresco potente e irripetibile di mezzo secolo di storia italiana.

Il restauro capillare della pellicola, operato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, restituisce la versione originaria di 318 minuti di una pellicola martoriata da settecento tagli, a volte arbitrari, eseguiti all’epoca dal distributore americano, che l’avevano ridotta a 4 ore totali di durata.


NOVECENTO
Realizzato nel 1974-75 in Italia, con un cast internazionale ricchissimo e forse mai più replicato in una produzione cinematografica nazionale (tra glialtri, De Niro, Lancaster, Depardieu, Sanda, Sutherland, Sandrelli), il progetto di Novecento si situa nell’ambito della filmografia bertolucciana a ridosso del successo internazionale di Ultimo tango a Parigi, ovvero in una fase della carriera artistica in cui il regista italiano ottiene carta bianca e la massima indipendenza economica e produttiva possibile. Il risultato è un film ancora oggi centrale nella storia del cinema italiano, diviso in due atti per un totale di cinque ore e mezza, dal notevole successo commerciale in Italia.

Attraverso l’affresco storico di mezzo secolo del nostro paese, il regista italiano racconta la lotta di classe tra contadini e padrone, individuando nei due personaggi protagonisti – Alfredo, il figlio del padrone, e Olmo, figlio dei contadini – i poli simbolici su cui costruire la tensione emotiva dell’opera. Dai primi anni del XX secolo alla Prima Guerra mondiale e ancora alla cupezza grigia e violenta del Fascismo, fino alla Liberazione del 25 aprile, Bertolucci realizza un’opera ambiziosa, che trova nelle location dell’Emilia (terra d’origine dell’autore) il piccola grande mondo “perduto” su cui far muovere un’idea di cinema poetica, omaggio alla terra e al socialismo contadino.

La pellicola inizia il 25 aprile 1945. Nelle campagne parmensi i partigiani catturano gli ultimi fascisti; un ragazzo tiene sotto tiro il ricco proprietario terriero Alfredo Berlinghieri. Con un salto temporale l’azione si sposta al 1900, anno di nascita di Alfredo, futuro erede dei possedimenti del padre, e di Olmo Dalcò, figlio di una contadina che lavora presso la famiglia Berlinghieri. I due, crescendo, stringono un legame d’amicizia molto forte a dispetto della diversa estrazione sociale e degli eventi storici che tendono ad allontanarli: prima il servizio di leva che li assegna a reparti diversi durante la Grande Guerra, poi l’avvento del regime fascista che privilegia i latifondisti scatenando la ribellione contadina. Negli anni Venti, Olmo e Alfredo incontrano quelle che diventeranno le rispettive mogli: Anita, fervente socialista conosciuta dal primo in una Casa del Popolo, e Ada, che il secondo incontra durante una visita allo zio Ottavio. Gli anni Trenta sembrano separare definitivamente i due protagonisti, ma la loro profonda amicizia è destinata a sopravvivere.


È possibile acquistare, presso il box office del cinema, il “pacchetto due film” che prevede l’ingresso per la visione di entrambi gli atti a tariffa scontata.

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