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lunedì 17 Maggio 2021

Noale: è morto Gino Baruzzo, una vita da sacrestano

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Aveva 94 anni. Dal 1937 al 2008 aveva prestato servizio in chiesa assistendo all’avvicendarsi di parroci e ai cambiamenti avvenuti nella comunità ecclesiale: è morto ieri a Noale Gino Baruzzo, per 60 anni sacrestano. Se n’è andato il giorno di Natale all’ospedale di Mirano per un’emorragia. Era conosciuto in parrocchia dove, nella sua veste di sacrista, ha servito dal 1937 fino al 2008. Lascia la moglie Gemma Pesce, con cui si era sposato nel 1957, i figli Lucio, Giuseppe, Giancarlo, Paolo e Annamaria.

In molti noalesi rimarrà l’immagine di Gino che andava alla questua durante le celebrazioni eucaristiche con la “borsa dee anime”, dove si raccoglievano le offerte che servivano per far dire la messa in memoria dei defunti di cui non si ricordava più nessuno. Un’usanza rimasta ancora in auge a Noale. Un servizio che Baruzzo iniziò a svolgere all’età di 11 anni. Come sacrista prese servizio all’epoca di don Ettore Neso e rimase fino al 2008 quando monsignor Giuseppe Rizzo, allora parroco, venne nominato vicario generale, due sacerdoti ai quali Gino era molto legato.

«Gino – ricorda il figlio Lucio, che ebbe occasione di sostituirlo e aiutarlo nel servizio in chiesa in quelle pochissime occasioni in cui mancò – ha assistito a tutti i grandi cambiamenti avvenuti in parrocchia e nella comunità ecclesiale dal Dopoguerra all’inizio degli anni Duemila. Lui che si alzava alle 5 e, dopo aver sistemato le bestie in stalla, partiva prima in bici, poi con lo scooter, per raggiungere la sacrestia e far suonare le campane della messa prima. Erano gli anni in cui di domenica c’era un rito dietro l’altro, addirittura il vespretto. E lui trovava anche il tempo di andare nella vicina sala del cinema parrocchiale a vendere i biglietti delle proiezioni». Oltre ad essere un affezionato tesserato dell’Azione cattolica, Gino amava cantare. «Se avesse avuto modo di studiare, sarebbe diventato un tenore di fama» svela il figlio.

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