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La neonata abbandonata davanti alla chiesa sta bene. Nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari, c’è una piccola ospite in più, una dolce bambina di appena dieci giorni di vita che ha letteralmente rubato i cuori di medici e infermieri. Con i suoi quasi tre chili e mezzo, la piccola Maria Grazia è stata accolta nella struttura per mezzo della culla termica creata da don Antonio, il parroco del “ritrovamento”.
Quando don Antonio si è avvicinato alla culla, il cuore gli batteva forte ed ha fatto la scoperta. La neonata indossava una tutina verde, uno smanicato rosa e un cappellino a fasce azzurre e bianche, “Sembrava un piccolo angelo”. Il parroco, travolto dall’emozione, ha subito chiamato il 118, e il personale sanitario è arrivato ed ha preso in cura la neonata, placando il suo pianto con un biberon.
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Il gesto della madre, compiuto in totale discrezione, ha attivato l’attenzione del parroco, che ha subito dato l’allarme. Il Tribunale per i minori si occuperà ora del caso, garantendo il benessere futuro della neonata.
Don Antonio, rispettando la tradizione, ha scelto di chiamare la bambina Maria Grazia, in onore della Madonna, invocando la protezione divina per la sua vita. La culla termica, istituita dal parroco quasi 10 anni fa, sulla falsariga della “ruota” dei conventi, ha già accolto altri bambini abbandonati.
Il sacerdote oggi, nel raccontare l’accaduto, sottolinea la discrezione dell’abbandono e il coraggio che si cela dietro la scelta di separarsi dal proprio figlio per assicurargli un futuro migliore. La madre, secondo la legge, ha però un anno di tempo per ripensare alla sua decisione.
Il precedente caso di neonato abbandonato era avvenuto tre anni fa, quando un altro bambino fu lasciato nella stessa struttura, accompagnato da un foglietto con indicazioni sulla sua identità e salute. Questa volta, invece, nessuna traccia di informazioni: né uno scritto, né un cambio di biancheria.
Ma non importa, il dono di Maria Grazia, giunta a pochi giorni dal Natale, ha toccato profondamente il cuore di don Antonio e di tutti, che lo definiscono un miracolo. La neonata è ora al sicuro, avvolta dall’affetto del personale medico e dal calore della culla termica, in attesa di un futuro luminoso e amorevole.
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Sì, molte persone potrebbero essere d’accordo con te. Le culle termiche, note anche come “finestre della vita”, forniscono un luogo sicuro per i genitori in crisi per lasciare i loro neonati. Queste strutture possono salvare vite umane e prevenire situazioni pericolose. Tuttavia, è importante notare che queste strutture dovrebbero essere viste come l’ultima risorsa e che esistono molte altre risorse e servizi di supporto per i genitori in difficoltà. L’idea di avere più di queste strutture è un argomento che richiede un’ampia discussione sociale e politica.
Ha fatto bene il parroco ad allestire la culla termica dove è stata lasciata la bambina, dovrebbero essercene di più …..