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Nel calcio italiano il progetto è solo una bella intenzione

I soldi non daranno la felicità ma almeno nel calcio, fanno la differenza.

Si è sempre saputo ma negli ultimi anni il divario a livello europeo è diventato imbarazzante. Nei maggiori campionati, solo in Inghilterra la lotta per il titolo resta equilibrata.

Il Francia la vittoria che consacra il Psg campione con due mesi di anticipo, è sembrata una partitella da oratorio; 9 a 0 contro il Troyes è stato qualcosa di imbarazzante. Ibrahimovic che segna 4 reti e che giustamente non vede l’ora di scappare da Parigi.

Certo, lo stipendio che gli viene elargito convincerebbe chiunque a chiudere lì la carriera ma credo che per lo svedese, conti anche la competizione. Vincere dove non ne esiste è deprimente.

Stessa situazione vissuta da Lionel Messi a Barcellona, 8 punti di vantaggio sull’Atletico Madrid e una vittoria per 6 a 0 nell’ultima giornata. A differenza dello svedese però, Messi non sembra assolutamente intenzionato a lasciare il blaugrana, se non a trentacinque anni per un ritorno in patria.

Di difficile commento anche il campionato tedesco, i giocatori del Bayern Monaco potrebbero dormire in campo che la vittoria del titolo è assicurata. Anche se quest’anno i rivali del Borussia, stanno cercando di tenere il passo.

In Italia, la Juventus ha regalato mezzo girone di vantaggio agli avversari ed ora si ritrova prima con 18 vittorie consecutive. Nessuno sembra in grado di contrastare i bianconeri che vincono e convincono (in patria), quando non lo fanno ci pensano le contendenti ad annullarsi a vicenda.

Per gli sportivi, non resta quindi che la Premier League, dove una spartizione dei diritti televisivi milionaria da la possibilità a più squadre di creare una formazione competitiva. Inoltre quest’anno la crisi delle grandi sta permettendo il miracolo Leicester. Una così detta provinciale che però può permettersi acquisti da 8/10 milioni di sterline. Cifre impensabili per le nostre compagini.

Solamente il Sassuolo dispone di budget che lo avvicina a quelle che una volta, venivano denominate le “sette sorelle”; qui oltre ai soldi, esiste da anni un progetto basato sui giovani e gli italiani che fino ad oggi, ha portato i suoi frutti.

In Italia purtroppo manca questo concetto di progettualità a lungo termine, si vuole tutto e subito. Fallendo così nella maggior parte dei casi.

Non esiste un progetto da anni nel Milan, che è passato da mercati basati su ex giocatori a parametro zero, alle spese folli senza logica di questa estate. A Roma hanno tento mille programmi fallendo ogni volta, L’inter non è riuscita a dimenticare il triplete di Mouriniana memoria e il Napoli solo ora tenta una strada con Maurizio Sarri.

Tra tutte queste però. L’unica che lavora veramente con logica è la Juventus che è riuscita a dimenticare Antonio Conte, gli addii di Pirlo, Tevez e Vidal. Trovando addirittura il fenomeno del futuro di Paulo Dybala.

Ora La Juventus è chiamata all’impresa contro gli invincibili uomini di Guardiola, le speranze non ci sono ma i miracoli avvengono ogni tanto.

Mattia Cagalli
15/03/2016

(cod progeca)

Riproduzione Riservata.

 

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