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sabato 24 Luglio 2021

Negazionisti arringano in Corso a Chioggia. In piazza i medici del: “Il Covid che non c’è”

HomenegazionistiNegazionisti arringano in Corso a Chioggia. In piazza i medici del: "Il Covid che non c'è"

Da giorni girava sulle pagine di Facebook la locandina di una manifestazione che si sarebbe tenuta ieri, sabato 13 marzo, in Corso del Popolo a Chioggia, proprio davanti al Municipio.
Il titolo era “Riapriamo l’Italia in Salute” e i relatori presentati erano tre medici e un ricercatore candidato al Premio Nobel per il 2018.
Presentato come un incontro, non di protesta ma divulgativo, avrebbe dovuto spiegare alle persone le verità sul virus. Verità presumibilmente tenute nascoste da altre fonti di informazione, ciò da quanto si poteva capire tra le righe del detto e non detto.
Molti erano in piazza quando l’incontro è iniziato: si presume che vi abbiano assistito tra le 100 e le 200 persone.
Tra coloro che sono giunti, anche da fuori Chioggia, appositamente per assistere all’incontro si mescolavano persone che, ignare del suo svolgimento, si trovavano in Corso per la passeggiata di routine.
Le frasi d’apertura raccomandavano il rispetto delle regole e il mantenimento della distanza sociale, in linea con le raccomandazioni imposte dal governo, ma il discorso che ad esse è succeduto viaggiava su binari diametralmente opposti.
Chi parlava non indossava la mascherina e il rispetto delle distanze lungo quel tratto di Corso non poteva essere mantenuto a causa dell’affluenza.
Inoltre la fama dei medici che avrebbero presenziato, già li precedeva, facendo intuire che piega avrebbe potuto prendere il discorso.
Medici a suo tempo sanzionati dai rispettivi ordini di appartenenza a causa dei loro punti di vista riguardo il Covid-19 alquanto opinabili: un medico di base di Ardea, che sembra aver rilasciato in TV

dichiarazioni oggetto di attenta valutazione per esser eventualmente inviate a una commissione disciplinare; un ginecologo notoriamente attivista no vax, radiato dall’ordine dei medici nel 2019, noto sul web per aver effettuato alcuni video denuncia secondo i quali il Covid sarebbe l’invenzione usata dalle case farmaceutiche per nascondere i danni causati dal vaccino antinfluenzale; e un infettivologo che sul tema ha scritto un libro sul tema“Covid-19 che non c’è”.
I tre negazionisti con consessi simili, svolti nelle Piazze, cercano di diffondere le loro convinzioni ben distanti da quelle che sono le linee guida tenute dal Governo.
La manifestazione, o, per meglio dire l’incontro, è stato autorizzato dalla Questura, mentre l’Amministrazione Comunale non ne ha concesso il patrocinio. Questo era stato richiesto per un convegno, senza ulteriori specifiche. Poiché i convegni in periodo di pandemia non sono autorizzati, se non in forma statica, il Comune non ha ritenuto opportuno concedere nessuna autorizzazione al suo svolgimento.
Le forze dell’ordine presenti, polizia e carabinieri, seppur in loco non abbiano contestato nulla, sono in possesso delle registrazioni dell’evento, e, una volta acquisite le immagini, potranno valutare se tutto sia stato fatto con rispetto delle regole o se qualche atteggiamento abbia superato i limiti.
Secondo il Sindaco Alessandro Ferro, l’incontro di ieri non è stato opportuno, soprattutto alla soglia dell’ingresso nella zona rossa.
Sarà un periodo in cui molte attività costrette alla chiusura forzata soffriranno e dal quale probabilmente alcune non riusciranno a sollevarsi. Rispettano l’obbligo alla chiusura perché ciò è imposto dal governo, in qualche circostanza per convinzione, in molti frangenti perché non si vede un’alternativa.
In ogni caso lo si fa avendo ancora fiducia che questo sia un ultimo scoglio, superato il quale, ora con l’aiuto dei vaccini, la situazione possa migliorare e ci si possa avvicinare a una normalità che ora come ora ci sembra lontanissima.
Sentire opinioni che vanno in senso opposto, non suffragate da dati certi e scientifici, da parte di persone la cui condotta ha spinto gli ordini di appartenenza a prendere provvedimenti, sicuramente è come minimo irrispettoso nei confronti di tutte le categorie che stanno affogando e che cercano di tenersi a galla in attesa di tempi migliori.

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