Murano, signora “cacciata” da supermercato per i buoni: si muovono Comune e direzione della catena

ultimo aggiornamento: 20/04/2020 ore 15:21

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Signora “cacciata” dal supermercato di Murano per aver cercato di pagare con i buoni del Comune emessi per l’emergenza covid-19: si muovono le istituzioni e la direzione nazionale della catena del supermercato.

La notizia pubblicata oggi da La Voce di Venezia “Murano, cacciata dal supermercato per i buoni del Comune. Direttrice: io non faccio la carità” ha avuto un seguito, anzi più di uno.


La signora, M.R., ha spiegato di aver dovuto posare di nuovo sugli scaffali tutti i prodotti: “Sono stata cacciata e trattata in malo modo dalla direttrice dicendo che lei non accetta buoni perché non ha tempo e voglia di informarsi. Mi ha fatto posare la spesa tra offese e mali modi, mi ha mandato via e io sono dovuta tornare a casa senza la spesa per la mia famiglia. Abbiamo persino una registrazione audio la direttrice ci ha addirittura detto che lei non fa l’elemosina con sti buoni siccome non sa quando il Comune renderà i soldi”.

Sarebbe stato però accertato che il supermercato in questione è convenzionato con il Comune di Venezia per l’accettazione dei buoni per l’emergenza coronavirus, quindi non avrebbe dovuto rifiutarli.

La veneziana ha spiegato al nostro giornale di esser tornata a casa in lacrime, e senza spesa per la sua famiglia. Il compagno, informato dei fatti, è andato subito al supermercato per chiedere maggiori dettagli alla direttrice, ma si sarebbe sentito rispondere ancora una volta “picche”, e sempre in malo modo.


Una persona che usufruisce dei buoni spesa forniti dal Comune lo fa perché si trova in difficoltà economiche in questo periodo di emergenza sanitaria, e per molte persone vi è già comunque una sorta di imbarazzo da affrontare nel presentare i voucher alla cassa. Sentirsi poi rifiutare i buoni spesa è molto brutto, ma sentirsi addirittura trattare in un modo da mortificare è veramente umiliante. Per questo motivo la donna è tornata a casa tra le lacrime, provando un senso di vergogna per quello che però era un suo diritto. E ci ha scritto.

Dopo aver appreso la notizia dal nostro giornale, si è mosso il Comune di Venezia e la catena di cui fa parte il supermercato a livello nazionale tanto che domani, lunedì 20 aprile, avvierà una verifica sulla vicenda. La veneziana si è detta disponibile a raccontare tutto l’accaduto all’amministrazione comunale e di averne anche prove.

Sulla questione è subito intervenuto l’assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia, Simone Venturini (nel tondo): simone venturini box“Appresa la notizia, abbiamo subito avviato tutte le verifiche. Qualora la dinamica dell’episodio dovesse essere confermata ci troveremmo davanti ad un fatto inaccettabile ed ingiustificabile”.

“Stiamo contattando la persona che ha denunciato l’accaduto – spiega l’assessore – per comprendere tutti i dettagli e per metterci a sua disposizione per superare questa criticità”.

“L’iniziativa “Buoni Spesa” ha visto coinvolte migliaia e migliaia di famiglie – prosegue Venturini – e tantissimi supermercati, commercianti e negozi di vicinato, molti dei quali hanno voluto anche offrire particolari forme di promozione e sconto aggiuntivo. Fino ad adesso, infatti, con i 3200 buoni assegnati non avevamo riscontrato alcun problema. A tutti quei commercianti ed aziende, che da tanti giorni collaborano con il Comune per questa iniziativa, arrivi il nostro più sentito ringraziamento”.

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