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gianfranco bettin operato cuore sta meglio

Un ricorso al Tar per difendere le potenzialità delle Municipalità di Venezia, organo territoriale molto vicino alla vita dei cittadini che negli ultimi tempi ha subito la sottrazione di deleghe e poteri che caratterizzavano le sue scelte e valorizzavano il suo lavoro.

Si sono sentiti costretti i presidenti Gianfranco Bettin (foto), per Marghera, Giovanni Andrea Martini per Venezia, Danny Carella per il Lido, Vincenzo Conte per Mestre Carpenedo, e Gianluca Trabucco per Chirignago, a firmare il ricorso con altri consiglieri e cittadini, perché intendono rimettere in piedi quell’istituzione decentrata di grande significato politico, che può funzionare solo se il Sindaco restituisce le deleghe e quindi i sevizi di base che del resto sono presenti nel Testo Unico degli Enti Locali che ne determinano il senso e le finalità.

Eppure il Sindaco aveva promesso quella auspicata “ridistribuzione di deleghe e di ruoli” che avrebbe potuto evitare il ricorso al Tar, ma la realtà nella situazione attuale, rileva che i lavoratori delle Municipalità lavorano in gran parte alle dipendenze del Comune, i rinnovi delle convenzioni e i patrocini sono bloccati, snaturando di fatto un lavoro, una storia che alla città ha dato molto in termini culturali e sociali.

Il tentativo di discutere con Sindaco e Giunta della vita stessa delle Municipalità, della riorganizzazione dei tempi e dei ruoli di sua competenza, è stato vano, tanto da indurre i parlamentari del Pd Felice Casson e Michele Mognato a presentare un’interrogazione al Senato e alla Camera allo scopo di restituire alle Municipalità le funzioni legislative che le spettano.

Al ricorso, non ha (comprensibilmente) partecipato il Presidente della Municipalità di Favaro, essendo stato eletto con la Lista Brugnaro, eppure è già in atto una raccolta di firme in tutti i quartieri, voluta dai cittadini che a questa istituzione vicina alle loro esigenze e ai loro bisogni, ci tengono e vogliono difenderla.

Risulta molto difficile da comprendere il senso dello snaturamento delle Municipalità, che sono in realtà una fonte, un ponte fra la città che vive le realtà quotidiane e il Comune che dovrebbe tenerne conto.

In fondo, oscurandole, ne va della democrazia, che nella partecipazione diretta vive la sua parte più autentica, fornendo una insostituibile lettura politica delle risorse e dei bisogni dei cittadini.

Andreina Corso | 10/10/2016 | (Photo d’archive) | [cod munive]

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