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mercoledì 23 Giugno 2021

Mose, altra tegola: Commissario si dimette

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“Abbiamo corretto molte anomalie della costruzione del Mose. E riusciremo a completare l’opera entro giugno 2018”. Così affermava Luigi Magistro, uno dei tre commissari nominati dall’Anticorruzione per gestire il Consorzio Nuova Venezia, ma non ce l’ha fatta a districare le maglie troppo ingarbugliate del “sistema”.

Luigi Magistro ha presentato le dimissioni da vice direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli. Secondo quanto riporta l’Ansa, le dimissioni di Magistro decorreranno, una volta completato il passaggio di consegne delle delicate trattazioni, attualmente gestite dall’area Monopoli, nell’arco di poche settimane.

Non ha resistito alle insidie labirintiche di una burocrazia amministrativa contorta che gli ha impedito di svolgere il suo lavoro, così, come avrebbe voluto, per portare a termine entro il prossimo anno i lavori del Mose, Luigi Magistro, che intendeva ripristinare la legalità e sveltire i tempi della realizzazione dell’opera. Una sfida più grande del Mose, un’impresa che si è rivelata impossibile.

Luigi Magistro, 57 anni, napoletano, era stato nominato nel 2014 dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro su suggerimento e auspicio del Presidente Nazionale dell’Autorità Raffaele Cantone, con altri due commissari, dopo le note vicende legali, che hanno investito il Consorzio Venezia Nuova e gran parte degli apparati istituzionali legati alla storia del Mose, che fin dal 2003, anno d’avvio della sua realizzazione, ha seminato problemi, interruzioni e lacune fin qui irrisolte.

Le sue credenziali hanno spinto Raffaele Cantone ad affidargli questo delicato compito, grazie al suo curriculum che riporta ruoli specifici importanti (Laurea in Scienza della Sicurezza Economico Finanziaria), Colonnello della Finanza e braccio operativo del pool Mani pulite, Capo degli ispettori del Fisco e dell’Agenzia delle Entrate.

Le sue competenze commissariali gli hanno consentito di raggiungere alcuni risultati, come la riduzione delle spese e delle consulenze, fino a recuperare, attraverso il bilancio risanato, 23 milioni di euro.

Non deve essere stato facile, nemmeno per un eccellente professionista imbattersi in una storia di fondi neri, tangenti e false fatturazioni e nel contempo assistere ai problemi che l’opera manifestava e ancor oggi rivela in tutte le sue complicanze, pur registrando un livello esecutivo dell’85%.

«Stranezze contabili, progetti non necessari come la macchina per la raccolta dei sedimenti e la seconda nave jack-up da 50 milioni di euro, spese eccessive, gare molto anomale. E anche criticità dal punto di vista tecnico: le paratie, la conca di navigazione che ha ceduto alla prima mareggiata, 
così come la diga foranea, 
il cassone scoppiato”, ha più volte affermato pubblicamente Magistro e «Sarebbe il colmo che restasse un’incompiuta dopo avere speso miliardi di euro. Tra i nostri compiti c’è anche quello di portare a termine l’opera, nell’interesse dello Stato, mettendola al riparo da episodi di corruzione. Lo faremo con l’aiuto di tutti nei tempi previsti, spero entro il giugno 2018».

Intanto il Mose aspetta e con lui la città e la sua laguna. L’acqua sta a guardare quel che succede, e nel contempo scopre che i granchi vivono beati fra le cerniere e le paratoie, i pesci fanno lo slalom fra i cassoni e i detriti, inventando piccole e inedite lagune. A divertirsi di questa situazione, sono solo loro e adesso che il commissario prediletto di Raffaele Cantone, lascia la sua “odissea”, la loro permanenza fra la giostra d’acqua, è assicurata.

Andreina Corso

Data prima pubblicazione della notizia:

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