mercoledì 26 Gennaio 2022
2.1 C
Venezia

Morto monsignor Antonio Meneguolo, una vita “consacrata a San Marco”

HomePatriarcato di VeneziaMorto monsignor Antonio Meneguolo, una vita "consacrata a San Marco"

Mons. Antonio Meneguolo

Morto monsignor Antonio Meneguolo ieri notte a Venezia.

Meneguolo, veneziano di Cannaregio, canonico di San Marco e “storico” componente del Capitolo della Cattedrale, Meneguolo è morto intorno all’una di notte all’ospedale Ss. Giovanni e Paolo di Venezia dove era ricoverato da qualche settimana per il progressivo aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Aveva 83 anni e il suo ministero sacerdotale è stato a lungo e intensamente legato alla basilica cattedrale di San Marco e, prima ancora, all’insegnamento. “San Marco – aveva detto anche recentemente – è stato sempre il mio destino di vita, qui ho visto tutto… La mia vita è stata consacrata a San Marco”.

LA GIOVENTU’
Monsignor Meneguolo nasce nel 1936 nel sestiere veneziano di Cannaregio. La sua famiglia si trasferisce pochi mesi dopo in Calle dei Fabbri, a pochi passi da San Marco, e poi per un breve periodo, a seguito della prematura morte del padre, si sposta a Contarina nel Polesine tanto che il giovanissimo Antonio inizierà i suoi studi in Seminario a Chioggia per passare quindi in quello di Venezia una volta rientrato con la famiglia nella città lagunare.

Viene ordinato suddiacono dal Patriarca Roncalli ed è poi nel primo gruppo di sacerdoti ordinati, il 21 giugno 1959, dal Patriarca Urbani. Pochi mesi fa aveva appena festeggiato i suoi 60 anni di sacerdozio.

STUDI E PERCORSO
Don Antonio Meneguolo si è laureato in Lettere antiche, poi in Teologia morale e con anche una licenza in Liturgia pastorale insegna nel Seminario Patriarcale di Venezia per quasi 40 anni (in particolare le materie teologiche e letterarie). E sempre alla Salute è stato inoltre vicerettore e, a seguire, preside del Seminario minore.

Alla morte del vescovo ausiliare monsignor Olivotti, il Patriarca Luciani gli affida la gestione di alcune opere diocesane e così don Antonio si comincia a cimentare anche nel campo dell’amministrazione e delle questioni economiche. Più avanti, con il Patriarca Scola, seguirà pure i beni ecclesiastici e quindi le chiese da tutelare e restaurare, divenendo anche vicario episcopale per gli affari economici e moderator curiae. Negli anni ’70, inoltre, avviene il suo fondamentale incontro con il movimento di Comunione e Liberazione di cui sarà poi, a lungo, assistente ecclesiastico.

Mons. Antonio Meneguolo, con il Patriarca Cè, ritorna decisamente ad operare nella “sua” San Marco; ne diviene canonico, è a lungo membro della Procuratoria, arcidiacono e delegato patriarcale per la basilica cattedrale di cui conosce ormai quasi ogni segreto e di cui ha narrato tantissime volte, a semplici fedeli e ad ospiti illustri, le caratteristiche e i particolari più splendidi.

Nell’ultima sua intervista, rilasciata poco più di sei mesi fa al settimanale diocesano Gente Veneta, ricordava con commozione proprio questo aspetto: «La forza e il segreto di san Marco stanno nel fatto che, semplicemente, è la presentazione della storia della salvezza, del mistero trinitario e della nascita della Chiesa. È bellissimo. E i gruppi che vengono qui dentro ne rimangono affascinati perché parli loro e presenti loro un fatto e una bellezza di cui si sentono partecipi. Quando si arriva davanti alla Pala d’oro c’è un momento quasi estatico che stupisce e io dico sempre: questa è la bellezza di Dio, è stata voluta proprio così per poter presentare il suo mistero».

Aveva raccontato l’emozione di quando il card. Scola chiese proprio a lui di spiegare a Papa Benedetto XVI, in visita a Venezia nel 2011, la storia e il contenuto dei mosaici marciani. Negli ultimissimi tempi – avendo ormai lasciato incarichi e dirette responsabilità – ha proseguito, da “semplice” canonico e fino a quando la salute glielo ha concesso, a celebrare l’ufficio divino e la messa nonché ad esercitare il ministero della confessione nella “sua” basilica di San Marco.

I funerali di mons. Antonio Meneguolo sono stati fissati per lunedì 3 febbraio alle ore 10.00. Saranno presieduti dal Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che più volte lo aveva visitato in quest’ultimo difficile periodo, si terranno naturalmente nella basilica cattedrale di San Marco a Venezia.

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

La discussione è aperta (nessuna registrazione richiesta)

Notizie più seguite dall'archivio

pubblicità

Green Pass obbligatorio a Venezia a bordo dei mezzi Actv: ecco come e quando

Green Pass obbligatorio a Venezia a bordo dei mezzi di trasporto pubblico locale. La comunicazione arriva direttamente dall'Azienda che recepisce il DL del governo sul tema. E dato il rigore della disposizione non è certo il caso di prenderla alla leggera: la sanzione...

“Non mi hanno fatto entrare all’Ospedale di Venezia per accompagnare mia figlia”. Lettere

Riceviamo e pubblichiamo. Buongiorno sono una cittadina italiana. Martedì ho accompagnato mia figlia di 10 anni a fare una visita in ospedale di Venezia ma all' ingresso non mi hanno fatto entrare perché non ho il "Green Pass". Ma secondo voi è possibile lasciare...

Le sirene esistono? Ecco un video reale di pescatori per farvi riflettere e decidere (video non manipolato)

Le sirene sono personaggi leggendari che hanno sempre accompagnato la mitologia di tutte le culture. In tempi moderni la questione si è ulteriormente arricchita grazie all'avvento di telecamere più economiche, così sono cominciati a circolare sedicenti video che le riprendevano. Le sirene...

Quando il sindacato «vende» il lavoratore in sede di conciliazione. Quali i rimedi? L’importanza della sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 24024/2013

Quando il sindacato «vende» il lavoratore in sede di conciliazione. Quali sono i rimedi? L'importanza della sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 24024/2013

“Vaccini, tamponi e uno squarcio di verità”. Lettere

Questa mattina al Policlinico San Marco di Mestre Sono circa le otto del mattino di oggi, 17 gennaio, quando una donna di settantacinque anni, vaccinata tre volte e altrettante sottoposte al tampone, si reca al Policlinico San Marco di Mestre per un...

Il nostro giornale festeggia: oltre 10 milioni di pagine viste

"La Voce di Venezia" a luglio 2014 ha incredibilmente abbattuto il muro delle 10 milioni di pagine viste. Era ormai qualche anno fa: un pugno di ragazzi (in parte di Venezia) usciti dal corso di laurea di "Scienze della Comunicazione"...

Bentornati turisti a Venezia. Tutti contenti ora. Lettere al giornale

Bentornati turisti. Mercoledì. Motoscafo 4.2 che alle 17.20 imbarca al pontile di San Pietro in direzione Fondamente Nuove. Primi posti, rigorosamente quelli riservati agli invalidi, una coppia nonostante tutta la cabina sia per metà libera. Evidente che sui quei posti c’è più spazio per...

A Venezia turisti come prima della pandemia “Necessari trasporti adeguati”

"Venezia è ai livelli pre-pandemia di turisti: biglietterie, bus, pontili, vaporetti pieni, i lavoratori devono tornare a condizioni normali"

Il Comune contesta la cassettina per i libri gratis, Ticozzi: “Da premiare, non sanzionare”

Il Comune di Venezia contesta al bookcrossing l'occupazione di suolo pubblico. Ticozzi: "iniziativa da premiare non da sanzionare".

“Nessun veneziano che conosco tornerebbe a vivere a Venezia”. Lettere

In risposta alla lettera “Venezia è ingorda di denaro. Sarebbe l’ora di un progetto sostenibile”. Mi si spezza il cuore ogni volta che vado a Venezia. La mia città dove sono nata e cresciuta e che amo profondamente. Vivo in terraferma da...

Green Pass obbligatorio: quali sono le regole

Green Pass obbligatorio, la guida: tutte le regole. Dove non si entra senza, come procurarselo, quanto dura, ecc...

“No al vaccino perché…”. Parla l’infermiere di Rianimazione: “Ecco le mie ragioni”

Troppo spesso si entra nel merito dei giudizi sul perché una percentuale di operatori sanitari rifiuti il vaccino anti-covid (non tutti i vaccini, si badi bene, essi non sono no-vax). Ecco le loro motivazioni espresse da un 'addetto ai lavori'. Gli si deve, quantomeno, l'opportuna libertà di parola, che tutti gli altri dovrebbero quantomeno fronteggiare con disponibilità all'ascolto. Questo significa essere informati.