In una settimana tre operai morti sul posto di lavoro in Veneto

ultima modifica: 28/12/2019 ore 05:54

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In una settimana tre operai morti sul posto di lavoro in Veneto

Precarizzazione e disoccupazione, mobilità “imposta”: questi fra i tanti problemi i cui è succube il nostro Paese in uno scontro assurdo fra generazioni, inventato più dalla politica che dai soggetti coinvolti, alle prese con un posto di lavoro, una pensione invivibile ed altro ancora.

Ma le ultime notizie che registrano tre morti sul lavoro, in Veneto, solo nell’ultima settimana, sono veramente troppo e si aggiungono agli altri numeri che nell’anno in corso hanno costellato di preoccupazione e di vergogna un Paese, il nostro, che non tutela chi lavora, che nonostante le ripetute e puntuali riproposizioni delle lacune che presenta in termini di prevenzione e sicurezza, non rimedia.

I tre operai morti sul lavoro questa settimana nel Veneto, due in provincia di Vicenza e uno in quella di Padova, hanno un nome, un cognome e una vita, una famiglia che non c’è più. Sono L’autotrasportatore Gino Menegazzo, 78 anni, morto ad Isola Vicentina (VI). Giancarlo Campese, 53 anni, dipendente di un’azienda di Sandrigo (VI). Damiano Varetto, 39 anni, è morto a Bagnoli (PD), in un’azienda per la produzione di imballaggi in plastica.

Ora chi indaga dovrà dire, spiegare alla società che si interroga amaramente, come siano potute accadere quelle disgrazie, se così le vogliamo chiamare, come si intersecano con la riduzione dei settori della prevenzione e della riduzione del personale e di pari passo dei controlli necessari per garantire a chi lavora, di non morire sul campo.

Andreina Corso

09/12/2016

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  1. Ma perchè gli agricoltori devono sempre essere esclusi da questa terribile conta? E’ morto anche un agricoltore in provincia di Treviso la settimana scorsa. Il Veneto è terso per numero di morti sui LUOGHI DI LAVORO .Ecco la “classifica qui sotto aggiornata a oggi. Carlo Soricelli curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.
    Morti sul lavoro al 10 dicembre 2016. Dall’inizio dell’anno sono morti 603 lavoratori sui luoghi di lavoro e oltre 1300 se si considerano i morti sulle strade e in itinere (stima minima per l’impossibilità di conteggiare i morti sulle strade delle partite iva individuali e dei morti in nero)
    Report morti per infortuni sul lavoro al 30 novembre 2016
    Finalmente registriamo un calo consistente dei morti per infortuni sul lavoro, 9.1% rispetto al 30 novembre del 2015, ma l’anno scorso è stato un anno orribile su questo fronte. Un lieve calo del 4,2 anche rispetto al 30 novembre 2008 anno d’apertura dell’Osservatorio. l’Agricoltura con il 31,3% ha esattamente un morto su tre sui luoghi di lavoro di tutte le categorie. E’ allucinante vedere che oltre il 60% di queste morti sono provocate dal trattore che schiaccia e fa morire in modo atroce il conducente. In questo momento dall’inizio dell’anno ne sono morti 123. Sono anni che chiediamo ai ministri che si susseguono di fare almeno una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. Ma niente. La seconda categoria con più morti sui luoghi di lavoro è l’edilizia con il 19,7%. La cadute dall’alto sono il maggior fattore di rischio in questa categoria. E’ l’autotrasporto con il 9,4% dei morti la terza categoria con più vittime. In questa categoria sono inseriti i morti di diversi comparti lavorativi. Seguono L’industria, esclusa l’edilizia, comprese le imprese più piccole hanno complessivamente l’8,3%. Poi gli artigiani di tantissime categorie muoiono numerosissimi, soprattutto nelle imprese appaltatrici, la strage riguarda anche numerosissime Partite Iva che non sono inserite tra le morti sul lavoro nelle statistiche dell’INAIL. E questo perché questo Istituto dello Stato monitora solo i propri assicurati. A questo istituto arrivano moltissime denunce per infortuni anche mortali, che poi non vengono riconosciuti come tali proprio per non essere assicurati a questo Istituto. Poi anche per le morti in itinere che spesso non vengono riconosciute per una normativa specifica che la maggioranza di chi lavora non conosce. Gli stranieri (…
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