Mobbing sul lavoro, i sette parametri per individuarlo. Cosa fare

Mobbing sul posto di lavoro:” Tutti omertosi “.

Sembra così apocalittico, che a tutt’oggi in Italia non esista una legge che tuteli chi subisca queste angherie sul posto di lavoro, spesso nate da chi ha una scala gerarchica all’interno delle mura aziendali approfittando della propria posizione, ma quando poi la stessa azienda pubblicizza di essersi dotata di codice etico aziendale, ma chi controlla? Il controllore e controllato la medesima persona/soggetto, anche questo fa sorridere, se non deprimere, ma allo stesso tempo fa riflettere che a livello regionale esista una legge che tuteli i lavoratori che come al solito rimanga insabbiata su ciò che è la macchina pubblica.

La mia storia inizia a seguito di una patologia tempero mandibolare che mi crea difficoltà nell’utilizzare i dpi di protezione al rumore , in quanto dipendente di una industria di lavorazione del vetro cavo nel veneto orientale . Accertata la mia difficoltà , mi sottopongo alla visita aziendale tramite medico competente , si un medico del lavoro pagato e nel libro paga dell’azienda , quindi difficile essere di parte , di cui se ne frega dei referti dei dirigenti medici dei reparti maxillo facciale di Udine e Treviso e neppure dell’esito espresso dallo stesso dipartimento di medicina del lavoro dell’università di Padova , dandomi la idoneità alla mansione , dicendomi che se non riuscivo a mettere i dispositivi di protezione potevo ritornare in malattia , gran bella risposta da professionista .

Allora come prevede la legge faccio appello allo Spisal dell’Asl che a suo volta chiede la documentazione medica , visita il luogo di lavoro e formula sostanzialmente la idoneità alla mansione ma con utilizzo degli archetti sferici di protezione all’udito . Beh , che dire, meravigliato di tutto questo , inizio a chiedere al dirigente medico spisal cosa consiste la mia mansione al lavoro e quale sia il valore di esposizione durante le 8 ore di lavoro , il quale risponde che sono esposto al rumore , beh è normale trattandosi di una vetreria di produzione di contenitori in vetro e quindi il rumore varia a seconda della forma e dimensione dei vasi e chiedo se sono stati verificati dall’ente stesso i valori espressi dall’azienda , giusto per vedere la congruità dei dati , ma risponde che l’azienda sanitaria ha un fonometro che però non è tarata e non ha un tecnico fonometrico specializzato per la misurazione e quindi dovrebbe affidarla a ditta esterna con dei costi e quindi ha stabilito di non eseguirla , ma come un ente che si occupata della sicurezza non verifica tali valori di esposizione , ma metta in discussione invece i certificati medici con delle prescrizioni fatte da dirigenti medici di reparto , quindi specializzati che mezza Europa invidia e individua degli archetti da indossare .

Tali archetti , nonché disposizione di protezione risultano essere inferiore ai dB di renge di protezione calcolato dal durvi aziendale , quindi sorge spontanea una domanda ma cosa ha verificato/guardato ? Tale decisione poi ha causato al sottoscritto un periodo di alternanza lavoro/malattia e una serie di problemi fisici articolari come da certificati medici dei reparti della stessa Asl che dimostrano non solo la superficialità del medico competente aziendale ma del stesso dirigente spisal che ha fatto i controlli ma nel contempo si legge nei giornali che la Regione veneto ha indetto un bando di assunzione per 300 tecnici della sicurezza , ma se operano in questo modo , meglio affidare il tutto all’Arma dei Carabinieri e chiudere tale istituto.

Da tutto questo si capisce come avvengono certi controlli, per questo invito il Direttore dell’Asl a valutare la possibilità di chiudere tale ente che ora è di competenza Inail e di utilizzare tale dirigente medico come dirigente medico Maxillo facciale e di aprire così un reparto visto che ASL è scoperta di tale branca medica.

La sicurezza nei luoghi di lavoro non può essere barattata per un posto di lavoro e le leggi devono essere rispettate con controlli cadenzali per evitare infortuni e malattie professionali, ma come spesso capita meglio “vessare “di controlli i “piccoli” mentre i medio-grandi meglio essere omertosi a scapito di chi invece chiede rispetto e salvaguardia del proprio posto di lavoro, spesso ciò accade anche grazie ai “compagni di merenda” delle sigle sindacali.

Bragatto Gianluca


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