Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Le bombe russe tornano a scatenare l’incubo di un disastro nucleare. In un’altra giornata segnata da attacchi su obiettivi strategici ucraini, due missili da crociera hanno volato a bassa quota sulla centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, provocando almeno un morto.
“Il sorvolo di missili a bassa quota proprio sopra il sito, dove si trovano sette impianti nucleari, comporta rischi enormi. I missili – ha avvertito l’ad dell’operatore nucleare statale Energoatom, Petro Kotin – possono colpire uno o più impianti nucleari, è una minaccia di catastrofe nucleare e radioattiva per tutto il mondo”.
A Mariupol si sono intanto intensificati i raid russi sull’acciaieria Azovstal, colpita secondo Kiev da 35 attacchi aerei in 24 ore.
I circa duemila combattenti del reggimento Azov, asserragliati al suo interno insieme ai marines ucraini e a centinaia di donne e bambini, hanno denunciato il ferimento di alcuni civili e che altri sono rimasti intrappolati tra le macerie.
Bombardamenti che continuano nonostante l’ordine di accerchiare ma non assaltare l’impianto siderurgico emanato in diretta tv dal presidente Vladimir Putin.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Il leader del Cremlino ha invece insistito che le ostilità ad Azovstal sono cessate, invitando le forze ucraine a far uscire i civili se non vogliono agire come “terroristi”.
Secondo Kiev, però, queste proposte di corridoi umanitari sarebbero in realtà trappole per deportare di fatto la popolazione in Russia. Nella città martire, gli orrori sembrano non finire mai.
E le truppe che la controllano, ha denunciato il consigliere del sindaco, Petro Andryushchenko, avrebbero anche costretto la popolazione maschile a contribuire alla rimozione delle macerie e a scavare fosse comuni in cambio di cibo.
L’allarme di un’ulteriore escalation del conflitto sale anche nella regione di Odessa, dopo i raid missilistici di sabato e gli attacchi in Transnistria, la regione filorussa distante solo poche decine di chilometri, da cui potrebbe aprirsi un fronte da ovest.
Un ponte stradale e ferroviario sulla foce del fiume Dnestr, a ovest della città portuale sul mar Nero, è stato pesantemente danneggiato da un missile, in un nuovo attacco contro infrastrutture strategiche all’indomani di quelli alle linee ferroviarie dell’Ucraina centrale.
E anche Mykolaiv, bastione per la difesa di Odessa, avverte di un’imminente massiccia offensiva nemica.
Il martellamento continua intanto sul Donbass, primo obiettivo dichiarato dell’invasione. “I russi hanno aperto il fuoco sui civili per 17 volte nelle ultime 24 ore” nella regione di Lugansk, ha denunciato Kiev. A Kharkiv, nell’est al confine con la Russia, l’ufficio del procuratore distrettuale ha denunciato la creazione di un campo di concentramento russo a Volchansk, “dove torturano i residenti”.
L’esercito ucraino dal canto suo ha rivendicato la distruzione di un deposito di munizioni e l’uccisione di 70 soldati nemici a Velyka Aleksandrovka, nella regione di Kherson.
Nella città dell’Ucraina meridionale, tra le prime a cadere in mani russe ma dove le proteste della popolazione non si sono mai fermate, le forze di Mosca hanno intanto nominato un sindaco e un governatore a loro fedeli.
Mentre continuano le reciproche rivendicazioni dell’uccisione di decine di soldati nemici, il bilancio di oltre due mesi di guerra si fa sempre più drammatico per i civili.
Secondo l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, le vittime sono almeno 2.729, tra cui 201 bambini, e i feriti 3.111, ma la stessa agenzia dell’Onu ribadisce che il conteggio è certamente al ribasso. Mentre tra fosse comuni ed eccidi di massa, Kiev stima che i morti siano molte migliaia.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Con tutte queste minacce e rappresaglie, Putin sta dimostrando che ha un pisellino veramente corto! E l’Europa sta pagando per le sue frustrazioni hitleriane. A buon intenditore…