Mira, picchia e minaccia la madre poi sfascia la casa: arrestato dai Carabinieri

ultimo aggiornamento: 29/01/2017 ore 07:40

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Carabinieri San Donà bloccano pericoloso pluripregiudicato

Qualche sera fa i Carabinieri della Stazione di Mirano hanno tratto in arresto L. Alberto, 32enne del posto, con problemi di alcol e tossico-dipendenza e precedenti condanne per medesimi reati, oltre che per maltrattamenti in famiglia.
L’uomo, nel pomeriggio, all’interno dell’abitazione di Mira in cui vive con la madre, aveva dato in escandescenza spaccando tutto ciò che aveva a tiro.

Il 32enne, evidentemente in preda a forte alterazione da assunzione di sostanze, aveva rivolto la sua violenza anche nei confronti della genitrice con la quale i rapporti sono ormai da tempo deteriorati, insultandola e minacciandola pesantemente di morte, passando alle vie di fatto, torcendole un braccio e sbattendole la testa violentemente contro il muro. La cieca e inaudita violenza era tale che la povera donna ha avuto strappata di netto una ciocca di capelli, poi rinvenuta a terra dagli stessi Carabinieri di pattuglia intervenuti.


Proprio la pattuglia dei Carabinieri di Mirano interveniva su richiesta pervenuta al 112 presso l’abitazione di Mira, dove era stata segnalata una accesa lite in famiglia. I militari si trovavano di fronte una scena quasi apocalittica, con vetri infranti, mobili sfasciati e suppellettili in frantumi, con la povera signora in lacrime disperate ed il figlio che ancora la minacciava nonostante la presenza delle divise.

Solo la presenza dei Carabinieri placava l’ira cieca dell’uomo che alla loro vista smetteva di picchiare la madre continuando però a minacciarla di morte; bloccato e condotto in caserma a Mirano, al termine degli accertamenti che hanno consentito di acclarare che le violenze nei confronti della donna erano perpetrate da diversi anni e l’uomo per analoghe condotte era già stato processato e condannato e che anche dopo il carcere aveva continuato a usare violenza, veniva dichiarato in stato di arresto e tradotto in carcere. La donna, dopo un inziale titubanza, veniva visitata presso il locale pronto soccorso, riportando una prognosi di 8 giorni per escoriazioni e contusioni.


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