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Joe Biden sente nuovamente alleati e partner per continuare a “coordinare una risposta unitaria” dopo le condizioni dettate da Vladimir Putin nei primi colloqui di pace con Kiev, dal riconoscimento della Crimea russa alla richiesta di un’ Ucraina neutrale e smilitarizzata. E cerca di isolare la Russia nel corso di una rara riunione d’emergenza dell’assemblea generale dell’Onu, lì dove il mondo “si conta”. Nello stesso tempo il presidente americano stringe la morsa economica bloccando tutte le transazioni della banca centrale russa e prende seriamente l’allerta delle forze nucleari russe, studiando le opzioni sul tavolo.
Per ora gli Usa non hanno rilevato movimenti specifici: i bombardieri non sono usciti dai loro hangar e non sono stati dotati di bombe atomiche, né i sottomarini hanno lasciato i loro porti con armi nucleari. Mentre i missili balistici intercontinentali sono sempre pronti da entrambe le parti in virtu’ della strategia della “mutua distruzione assicurata” che finora ha evitato scambi nucleari anche nei peggiori momenti della Guerra Fredda. Per questo il Commander in chief ha scelto la ‘de-escalation’ e di non alzare il livello di allerta delle forze armate, il cosiddetto Defcon, che nella sua scala da 1 a 5 avrebbe potuto raggiungere il livello 3, dopo aver toccato il livello 2 durante la crisi dei missili di Cuba e all’inizio della prima guerra del Golfo.
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Washington sta cercando inoltre di ripristinare un collegamento diretto a livello di capi di stato maggiore per evitare errori di calcolo (o di progettazione) fatali. Ma la preoccupazione è alle stelle per questa “ulteriore mossa di escalation e non necessaria” fatta dalla Russia, anche se “non è sotto minaccia”, come ha denunciato l’ambasciatrice americana all’Onu Linda Thomas-Greenfield. Tanto più che negli ultimi anni Mosca ha adottato una dottrina che abbassa la soglia per l’uso delle armi nucleari, senza escludere un missile a corto raggio con una potenza limitata. Il timore è quello di un ‘Dottor Stranamore’ in versione russa.
Nell’entourage di Biden ci si interroga anche sullo stato mentale di Putin, un leader finora considerato pragmatico, calcolatore e furbo. Ma l’ex capo della National intelligence James Clapper ha già detto in pubblico quello che alcuni dirigenti americani dicono in privato dello ‘zar’ dopo il suo attacco all’Ucraina: “Personalmente penso sia instabile, sono preoccupato per la sua lucidità mentale e il suo equilibrio”. La sua minaccia nucleare “accresce il timore che la sua presa sulla realtà si stia allentando”, gli ha fatto eco Graham Allison, il professore di Harvard autore di un testo sulla crisi dei missili a Cuba che ha fatto scuola.
Intanto l’assemblea generale dell’Onu, iniziata con un minuto di silenzio, discute una mozione di condanna della Russia con l’obiettivo della più ampia maggioranza possibile, dopo il veto di Mosca in consiglio di sicurezza. Pechino è rimasta prudente invitando ad evitare “una nuova guerra fredda basata sui blocchi in cui tutti avrebbero da perdere”. L’ambasciatore ucraino Sergiy Kyslytsya ha letto invece quelli che ha spiegato essere gli sms dallo smartphone di un soldato russo morto in guerra. “Mamma, è così difficile”, recita uno dei messaggi del militare prima di essere ucciso.
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