Una mattinata di allerta nelle scuole del Veneto a causa di una serie di email che segnalavano la presenza di ordigni negli istituti. Le segnalazioni, arrivate lunedì 2 novembre ai dirigenti scolastici, hanno portato all’attivazione dei protocolli di sicurezza e all’evacuazione di studenti e personale in diversi plessi tra Padovano e Veneziano.
In una delle comunicazioni pervenute a una primaria del Padovano si affermava di aver lasciato un esplosivo contenente nitrato di ammonio, collocato in un sacchetto di plastica e destinato a detonare a distanza nell’ora successiva; il messaggio proseguiva con la minaccia che chi fosse sopravvissuto sarebbe stato accoltellato. Il contenuto, originariamente scritto in arabo, è stato tradotto e condiviso dalle istituzioni coinvolte durante le verifiche.
Nel Padovano sono stati interessati, tra gli altri, l’Istituto comprensivo di Cervarese Santa Croce e in particolare la primaria Papa Luciani di Fossona. All’arrivo della mail gli alunni sono stati fatti uscire dalle classi: la pausa si è prolungata finché i carabinieri non hanno completato gli accertamenti. Due settimane prima erano state segnalate minacce analoghe in altre scuole della provincia, tra cui la Rodari e la Newton di Camposampiero e la Vivaldi di Montegrotto Terme.
Anche all’Istituto comprensivo Bruno Ciari, a Padova, è scattato l’allarme: il plesso ha seguito le stesse procedure di evacuazione adottate negli altri istituti colpiti dalla circolazione delle mail minatorie.
Nel Veneziano più plessi hanno ricevuto comunicazioni simili. Tra questi figurano l’Algarotti, istituto superiore nel centro storico di Venezia, a Cannaregio; l’Istituto comprensivo Cordenons di via delle Rimembranze a Santa Maria di Sala; la Tina Anselmi di Dolo; e altri istituti a Portogruaro, Favaro e Mestre. In tutti i casi gli edifici sono stati sgomberati fino al termine degli accertamenti.
L’Istituto Cordenons è stato uno dei casi più complessi: gli studenti sono stati fatti uscire per poi rientrare brevemente a prendere effetti personali, con la sospensione delle lezioni per l’intera giornata. Le operazioni di verifica sono state coordinate da carabinieri e vigili del fuoco, intervenuti anche con un’autobotte, e si è reso necessario l’intervento degli artificieri per la bonifica dell’area e delle zone limitrofe.
La permanenza delle forze dell’ordine sul posto è stata più lunga del previsto anche perché l’edificio confina con la primaria Farsetti e con la scuola dell’infanzia San Giuseppe, circostanza che ha richiesto ulteriori accertamenti per escludere rischi nelle aree adiacenti.
A livello nazionale, le autorità hanno registrato centinaia di segnalazioni analoghe in vari istituti. Le stime, ancora provvisorie, parlano di un fenomeno diffuso che ha già portato all’attivazione di misure precauzionali in più province.
Sulle minacce via mail indagano le sezioni investigative della polizia e dei carabinieri. Al momento non sono emersi riscontri concreti che confermino la presenza di ordigni e non è stata ancora identificata la paternità dei messaggi.
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