Mestre, la denuncia della Lipu: uccelli a rischio nel bosco di Carpenendo per l’espansione edilizia

ultimo aggiornamento: 23/04/2020 ore 15:43

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uccello nel bosco
Mestre, la Lipu denuncia il rischio di veder scomparire alcune specie di uccelli dopo la realizzazione di un progetto edilizio previsto nel bosco di Carpenendo.

“La nuova lottizzazione farà abbassare le falde acquifere già oggi in sofferenza e metterà a rischio l’ultimo frammento della foresta planiziale post – glaciale della Val Padana dove vivono numerose specie animali già in sofferenza per la perdita di habitat”.

A denunciarlo è la Lipu di Venezia a proposito del progetto edilizio previsto nei pressi del bosco di Carpenedo, in località Mestre Venezia. Un sito di notevole interesse naturalistico, da molti anni salvaguardato dall’associazione, riconosciuto “zona conservazione speciale” per la flora e fauna presenti e tutelato da normative comunitarie, nazionali e regionali.


“Nella nuova prevista espansione edilizia – scrive Gianpaolo Pamio, delegato Lipu Venezia – a quanto risulta dalla documentazione in possesso, le nuove costruzioni rappresenterebbero un grande pericolo per la vita del bosco in quanto le escavazioni farebbero abbassare ulteriormente le falde acquifere (già in sofferenza negli ultimi anni) cagionando la probabile moria del bosco originario”.

L’ultimo frammento della foresta planiziale post – glaciale della Val Padana, secondo la Lipu, sarebbe irrimediabilmente a rischio.

“Una serie di animali, uccelli ed anfibi già in forte sofferenza in Val Padana – aggiunge Pamio – per la perdita di habitat ne risentirebbero ulteriormente al punto di portarli, nell’area dell’entroterra veneziano, ad una possibile definitiva scomparsa: pensiamo al biacco, alla natrice dal collare, al tritone crestato, al tritone punteggiato, alla salamandra, alla rana di lataste, alla rana dalmatina, al rospo smeraldino ecc. Anche gli uccelli risentirebbero della perdita di habitat mancando importanti anelli della catena biologica”.


La parte originaria del Bosco di Carpenedo ha un’estensione di circa 1,5 ettari ed è un frammento che la Lipu definisce “geneticamente puro” delle antiche foreste planiziali di carpini che ricoprivano tutta l’area orientale della Val Padana. Negli anni Novanta, altri impianti nell’area attigua hanno portato l’area ad estendersi fino a 13 ettari. Nelle successive messe a dimora nelle specie arboree spiccano le farnie, l’acero, il frassino, l’ontano nero, il carpino bianco.

“Il sito del Bosco di Carpenedo è attualmente tagliato in due dalla strada regionale 14 bis – spiegano dalla Lipu – e non ha nessun punto di interconnessione tra habitat: questa frammentazione rappresenta per gli animali terrestri una grande criticità. Il Bosco rimane comunque chiuso tra una serie di assi viari in tutti i lati essendo l’area altamente urbanizzata”.

“Troviamo curioso – dichiara Pamio – che 30 anni fa la città di Venezia ha rinunciato a costruire il nuovo ospedale nell’area attigua al Bosco per non danneggiarlo e per i vincoli esistenti, spostandone di qualche chilometro la localizzazione a costo di creare disagi per la cittadinanza. Dopo tanti anni il problema si ripresenta: ciò significa che non è stato fatto nessun progresso, anzi sono stati fatti dei passi indietro in termini di consapevolezza dell’importanza di tutelare le ultime aree residue ricche di natura e biodiversità, aree che rappresentano occasione di salute, benessere e servizi ecosistemici unici e inimitabili per tutta la collettività”.

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