Mestre, carabinieri fermano un 29enne per guida pericolosa e riportano a casa un bambino

ultimo aggiornamento: 20/04/2020 ore 14:51

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Mestre, i carabinieri fermano un 29enne per guida pericolosa e riportano a casa un bambino.
Sono alcuni dei servizi svolti negli ultimi giorni dai militari durante i controlli per l’emergenza coronavirus.

Continua infatti l’opera di monitoraggio e controllo legata all’emergenza epidemiologica da parte dei carabinieri della Compagnia di Mestre, attraverso la vigilanza del territorio nell’arco del fine settimana, nonché sulle aree destinate alle attività di vendita di prodotti alimentari nei giorni feriali.

La pattuglia della Stazione di Spinea, domenica sera, ha notato che una macchina procedeva in maniera a dir poco pericolosa in zona “Santa Bertilla”.


Il conducente sembrava procedere in maniera incerta, accelerando improvvisamente e frenando di colpo, fino a quando non è stato fermato per un controllo.

L’uomo alla guida è apparso subito frastornato, non in possesso delle piene facoltà fisiche e mentali, rispondendo vagamente alla formale richiesta di documenti o a fornire le generalità.

Sono servite decine di minuti e tanta pazienza per vincere questa resistenza “passiva” del soggetto che, alla fine, è stato identificato come F.I. 29 anni, moldavo domiciliato a Spinea.


A questo punto è seguita la perquisizione domiciliare, dove è stato rinvenuto uno spinello di Marijuana pronto al consumo (segnale sul tipo di “alterazione” che potesse aver colpito l’uomo).

Il ventinovenne è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, rifiuto delle generalità, nonché segnalato alla Prefettura come tossicodipendente.

BAMBINO ACCOMPAGNATO A CASA
L’attività di controllo, da parte dei militari della Compagnia di Mestre, in tutta la giurisdizione, ha portato anche ad un risultato in termini di umanità e vicinanza alla popolazione.

La pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile che aveva fatto “punto di incontro” con quella di Spinea in località Fossa di Mirano è stata richiamata dal gesticolare di un signore che cercava aiuto.

Giunti sul posto, l’uomo è stato trovato in compagnia di un ragazzino che inforcava una piccola bicicletta, talmente impaurito da non saper pronunciare nemmeno il suo nome.

I carabinieri, per non impaurirlo ancora di più, si sono tolti le mascherine, solo per mostrare al piccolo qualche sorriso rassicurante.

Da lì a poco è giunto sul posto anche un secondo residente che conosceva il ragazzino, sapendo indicare la zona della sua abitazione.

I carabinieri si sono divisi e il capo pattuglia, preso in braccio il piccolo, lo ha accompagnato a piedi verso casa, scortato dall’auto di servizio. Un lieto fine in questi giorni di sofferenza e paura.

I servizi di controllo in funzione del rispetto delle norme del virus covid-19 saranno intensificati maggiormente su tutto l’entroterra mestrino, ed in concentrazione massiccia in prossimità delle vie di esodo per le località balneari con posti di controllo verso i litorali e le aree che prima dell’emergenza venivano prese d’assalto per le giornate “fuori porta”, per vigilare su eventuali “illeciti” spostamenti di persone.

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