Meningite, donna morta in tre giorni. E’ il quarto caso in quella zona

ultimo aggiornamento: 04/01/2020 ore 11:37

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Meningite, donna morta in tre giorni. E' il quarto caso in quella zona

Meningite che torna a colpire e a spaventare: muore una donna e ora si cerca il “portatore sano”: è il quarto caso nella stessa zona.

Marzia Colosio, 48enne di Tavernola, in provincia di Bergamo, ma residente a Predore, sulla sponda bergamasca del lago di Iseo, è stata infatti uccisa dalla meningite ‘tipo C’.


Mercoledì ha accusato i primi sintomi, giovedì il ricovero agli Spedali civili di Brescia in condizioni disperate e venerdì il decesso.

La morte sarebbe riconducibile ad una sepsi da meningococco di tipo C secondo quanto filtra dai primi accertamenti effettuati nel nosocomio. I risultati definiti sono attesi nei prossimi giorni.

Il caso della 48enne è ritenuto, per le modalità e i tempi, identico a quello di Veronica Cadei, la 19enne di Villongo, sempre in provincia di Bergamo, deceduta ad inizio dicembre dopo aver accusato un malore sui banchi dell’Università Cattolica di Brescia che frequentava.


Marzia Colosio lavorava a Castelli Caleppio, paese vicino proprio a Villongo dove oltre al decesso della studentessa universitaria si erano registrati nelle scorse settimane altri due casi: quello di una 16enne e quello di un 30enne, entrambi sopravvissuti alla meningite.

Quattro episodi con due decessi in un mese e nello stesso territorio sul confine tra Brescia e Bergamo in totale.

“Stiamo affrontando una situazione straordinari – ammette l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera -. In stretto raccordo con l’istituto Superiore di Sanità. L’Ats di Bergamo ha già avviato la profilassi antibiotica precauzionale per tutti i familiari e le persone che sono state a contatto con la donna deceduta oggi, ricostruendone ogni spostamento degli ultimi giorni”.

Tra le ipotesi c’e quella che è a Villongo ci possa essere un portatore sano di meningococco C e per trovarlo è stata disposta un’indagine a campione con tamponi salivari tra la popolazione del piccolo paese bergamasco.

Duecento i test che saranno eseguiti su una popolazione di settemila abitanti.

Nella zona tra Bergamo e Brescia nel frattempo tra la gente c’è molta preoccupazione.

Marzia Colosio ha trascorso la serata dell’ultimo anno in un ristorante di Tavernola dove nei giorni prima aveva assistito anche ad uno spettacolo teatrale. La donna, sposata e madre di due figli, è quindi venuta in contatto con centinaia di persone.

“Abbiamo deciso di mettere in campo un’azione strategica articolata. In primo luogo verrà ampliata l’offerta vaccinale gratuita per i cittadini fino a 60 anni: insieme alle Ats di Bergamo e Brescia e con le Asst Bergamo Est e Franciacorta verranno aperti ambulatori straordinari, oltre a quelli di Villongo e Sarnico, anche nei comuni di Predore, Credaro e Paratico, nelle sedi comunali o in luoghi che si stanno individuando in sinergia con le amministrazioni locali”, annuncia Regione Lombardia.

L’assessore Gallera spiega poi che “sarà garantita la possibilità ai medici di Medicina Generale, contattati direttamente dalle Ats di riferimento, di vaccinare gratuitamente i propri assistiti contro il Meningococco”.

“Non siamo davanti ad un’emergenza. Non ci sono i numeri e abbiamo gli strumenti per prevenire”. dichiara intanto in un’intervista all’ANSA il direttore sanitario degli Spedali Civili di Brescia Camillo Rossi, che ha seguito i quattro casi, e due decessi, di meningite nell’ultimo mese.

Casi che hanno colpito persone, tre donne e un uomo, residenti nella stessa zona tra la provincia di Brescia e quella di Bergamo.

“Se anche quest’ultimo episodio sarà dovuto a Meningococco di tipo C come sembra, i quattro casi saranno uguali, con un esordio della sepsi acutissimo e il coinvolgimento di molti organi”, spiega Rossi.

Viene così ricordato che prima di Marzia Colosio, ad inizio dicembre era morta la 21enne Veronica Cadei, residente a Villongo (Bergamo) e nelle settimane successive erano stati ricoverati una ragazza di 16 anni ed un trentenne.

“Quest’ultimo – assicura il direttore sanitario – è in via di dimissioni e ora si trova in reparto. Dove si è riusciti ad intervenire abbiamo salvato il paziente ma, come sempre, la situazione dipende sempre da come il corpo reagisce alle terapie”.

Rossi intende però lanciare un messaggio per tranquillizzare i residenti nella zona tra la sponda bresciana e quella bergamasca del lago di Iseo.

“I quattro casi hanno in comune la residenza e il tipo di meningite. Nessun altro elemento. Si sta agendo per prevenire un’epidemia che oggi comunque non c’è. Capisco la preoccupazione, ma alle popolazioni di quella specifica zona del Lago di Iseo dico di rivolgersi ai centri medici indicati e farsi vaccinare perché la vaccinazione, in generale e non solo in questi casi, è uno strumento che riduce la circolazione di virus e batteri. A tal proposito – aggiunge Rossi – voglio ringraziare tutti i colleghi che in questi giorni e in questo periodo si sono messi a disposizione”.

Il direttore sanitario poi conferma l’ipotesi alla quale stanno lavorando Ats di Bergamo e Assessorato lombardo alla Sanità.

“Visto che stiamo parlando di una zona specifica é corretto pensare ad un portatore sano di Meningococco C”.

Guardando ai numeri degli ultimi cinque anni a livello di regione Lombardia i casi di meningite sono in linea. Lo conferma anche il dottor Camillo Rossi: “37 nel 2015, 43 nel 2016, 34 nel 2017, 34 nel 2018 e 36 nel 2019 ricordando che non c’è solo il Meningococco di tipo C”.

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