Massacrato durante un festino a base di alcol e droga. “Non sappiamo perchè”

ultimo aggiornamento: 07/03/2016 ore 07:45

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Massacrato durante un festino a base di alcol e droga. "Non sappiamo perchè"

Luca Varani, un ragazzo di 23 anni è stato ucciso con numerose coltellate da due conoscenti che si sono accaniti su di lui colpendolo anche con un martello. Un delitto apparentemente senza movente che, secondo gli inquirenti, è scaturito durante un festino a base di alcol e cocaina.

«Non sappiamo cosa abbiamo fatto», ha ripetuto Manuel Foffo, 30 anni, quando sabato pomeriggio, smaltiti la sbronza e il down del dopo party, ha aperto ai carabinieri la porta del suo appartamento al Collatino. Sul letto, nudo, con tagli su tutto il corpo, segni di un legaccio al collo e il cranio sfondato a martellate c’era il corpo di Luca Varani, studente di 23 anni. Era morto almeno da venerdì notte.


Al massacro avrebbe partecipato, secondo l’accusa, un volto noto del mondo notturno della Capitale: Marco Prato, 29 anni, padre italiano, madre francese, organizzatore di eventi gay, che i carabinieri hanno rintracciato poco dopo salvandolo dal suicidio: aveva ingerito una forte dose di barbiturici aiutandosi con bottiglie di superalcolici.

I due studenti universitari sono stati fermati dai carabinieri con l’accusa di omicidio in concorso. Il fatto è avvenuto in un’abitazione al decimo piano di un palazzo di via Igino Giordani, nel quartiere Collatino.

Luca Varani è stato trovato morto dai carabinieri, molte ore dopo la morte. Era nudo in camera da letto con numerose ferite sul corpo. L’allarme è scattato quando il proprietario di casa, Manuel Foffo, un 29enne iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, figlio di ristoratori, preso dal rimorso ha raccontato tutto al padre che ha contattato il 112. E’ stato proprio il giovane a condurre gli investigatori sul
luogo del delitto.


I militari della compagnia piazza Dante e del Nucleo Investigativo di via In Selci, lo hanno ascoltato per tutta la notte e hanno rintracciato il complice 30enne, Marco Prato, anche lui un universitario, che si era rifugiato in un albergo nella zona di piazza Bologna dove stava tentando il suicidio
ingerendo barbiturici. Il ragazzo, salvato grazie a una lavanda gastrica, è ora piantonato in ospedale.

“Non so perché lo abbiamo fatto”, avrebbe detto tra le lacrime uno dei ragazzi fermati. Nell’abitazione i militari hanno sequestrato due coltelli da cucina e un martello utilizzati probabilmente per il delitto.

Secondo una prima ricostruzione, gli studenti fermati erano amici e hanno agito sotto l’effetto di alcol e cocaina, durante un festino che andava avanti da due giorni. Conoscevano da poco tempo la vittima 23enne e venerdì sera lo avevano invitato a casa. Si indaga per accertare quale sia stata la molla che ha fatto scattare il cruento omicidio. I militari stanno ascoltando diverse persone nel palazzo per capire se qualcuno abbia sentito o notato qualcosa che possa essere utile alle indagini.

Mario Nascimbeni
07/03/2016

(cod feroma)

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