Martini: “I veri responsabili del disastro del Porto sono quelli che oggi vogliono cavalcare la protesta dei lavoratori”

ultimo aggiornamento: 30/08/2020 ore 08:10

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Oggi chi ha guidato in questi anni la politica cittadina protesta contro le compagnie di crociere che fino a qualche giorno fa venivano difese anche se facevano scempio della laguna e mettevano in pericolo la città.

In realtà non sono loro il pericolo: perseguono quello che, per loro natura, è l’obiettivo: il profitto.


I responsabili del disastro sono quelli che oggi vogliono cavalcare la protesta.

Il sindaco, in primis, che con le Crociere ha anche stretto rapporti diretti di affari, e il Pd cittadino, guidato oggi da Baretta, che ha sempre sposato le tesi del sindaco senza tener in nessun conto quanto i cittadini di Venezia (e del mondo) chiedevano.

Se la politica cittadina avesse voluto l’interesse dei cittadini e dei lavoratori avrebbe da tempo percorso altre strade per diversificare la potenzialità del lavoro al Porto.


Quante volte in questi anni si è indicata la via da seguire che avrebbe potuto scongiurare il disastro della situazione attuale e avrebbe garantito lavoro e benessere per tutti e qualità della vita per la città. Quante volte si è indicato in navi compatibili con la laguna la soluzione. E quante volte abbiamo trovato la porta chiusa perché la politica cittadina sceglieva di difendere esclusivamente gli interessi dei poteri forti?

La scelta del gigantismo a tutti i costi, mettendo in pericolo la città e i suoi abitanti, è alla base dell’attuale disastro.

E la responsabilità del disastro è di chi ha colpevolmente fatto passare tanti anni a discutere su ipotesi valide e meno valide solo per permettere che le cose rimanessero inalterate e gli interessi dei più forti venissero sempre garantiti.

Questo è il punto dal quale ripartire. La situazione attuale non l’hanno voluta le compagnie di crociera, ma l’ha imposta la pandemia.

Per questo la manifestazione di oggi è una pessima strumentalizzazione elettorale dei lavoratori da parte del sindaco e del Pd locale.

Naturalmente chi ne va di mezzo sono i lavoratori, che oggi si trovano a manifestare con chi è il vero colpevole della loro attuale situazione.

Con loro, con i lavoratori, abbiamo già iniziato un percorso di ascolto e di dialogo. Pur nella loro difficile condizione, molti di loro capiscono dove stanno le responsabilità, comprendono le vere cause della situazione attuale e iniziano a valutare con interesse un costruttivo rapporto di dialogo che può portare a soluzioni importanti per la città e per tutti. E in questo senso i primi contatti li abbiamo già costruiti.

Quello che il sindaco non dice e che tutti gli operatori sanno è che per quantomeno un anno non ci saranno più in arrivo grandi navi e quindi è giunto il momento di operare scelte importanti per il futuro del porto e della città.

Scegliere di cavalcare la protesta senza mettere in campo nessuna soluzione è tipico di chi domani abbandonerà anche queste categorie di lavoratori al loro destino. L’unico scopo immediato è recuperarne il consenso elettorale.

È un brutto giorno, oggi, per la politica cittadina.

Oggi la politica tocca, in città, uno dei punti più bassi mai raggiunti.

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