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Martellago, Olmo di Maerne, Mirano: raffica di furti in casa

Chi ha vissuto la brutta esperienza di aver subito un furto dentro casa, lo conosce quello smarrimento, quell’amarezza che non si dimentica più. Capita che nel ritornare nella propria abitazione, nell’infilare la chiave nel buco della serratura per trovare riposo e conforto, magari dopo una giornata faticosa, ci si trovi davanti a un panorama sconfortante. […]

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Chi ha vissuto la brutta esperienza di aver subito un furto dentro casa, lo conosce quello smarrimento, quell’amarezza che non si dimentica più. Capita che nel ritornare nella propria abitazione, nell’infilare la chiave nel buco della serratura per trovare riposo e conforto, magari dopo una giornata faticosa, ci si trovi davanti a un panorama sconfortante. La casa a soqquadro, tutto gettato a terra: una rapida occhiata ai cassetti e la constatazione che i ladri hanno rubato tutto quel poco o quel tanto che rassicura chi ci vive, frutto di anni di lavoro, di ricordi familiari, come le catenine d’oro dei figli, un anello di fidanzamento, o un orologio, dono del nonno. E che dire di quella sensazione insopportabile di violazione della sacralità della propria casa, delle proprie cose, della propria vita.

Si può immaginare lo sconcerto di una signora di Olmo che vive in centro al primo piano di una palazzina, nel rientrare a casa, sabato scorso intorno alle 19.00 e rimanere traumatizzata dall’incontro faccia-a-faccia con i malviventi che stavano facendo razzia nelle stanze della sua abitazione.

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In un attimo ha visto una pila accesa, un uomo di bassa statura vestito di nero, con un cappuccio in testa e resasi conto della situazione, pur pervasa dalla paura, ha fatto di necessità virtù, è uscita chiudendo la porta, urlando dalle scale, per chiedere aiuto ai vicini. Le urla hanno costretto i ladri a fuggire, saltando dalla porta finestra del salotto che avevano forzato per entrare.
Le hanno però ugualmente rubato tutti i monili, i gioielli d’oro, per un valore di ventimila euro, strappandole ricordi cari di significante valore affettivo.

La signora di Olmo, non è stata l’unica vittima della serata, anche un’abitazione del secondo piano nella stessa palazzina, è stata visitata dai ladri, tanto da far pensare a una o più bande organizzate per rubare contemporaneamente nello stesso posto. È successo qualche mese fa anche a Mestre una situazione simile e i carabinieri hanno avvalorato l’ipotesi che si tratti di una nuova modalità: il furto mirato in più abitazioni dello stesso caseggiato.

I tentativi di furti dei rapinatori (gli stessi, altre bande?) che evidentemente sabato si sentivano in gran forma, sono continuati per tutta la sera ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Sia in via Canaletto a Maerne che in un’abitazione di Via Rialto e in un’altra ancora in via Canove, i ladri sono stati scoperti ancor prima di poter agire. Il rumore di tapparelle forzate, la vista di uomini che avevano saltato la rete di recinzione, l’individuazione di sagome indecifrabili nei dintorni o nei terrazzi delle abitazioni, hanno indotto qualcuno delle vittime (ipotetiche) a reagire, raggiungere il giardino urlando e facendo scappare i ladri, mentre altri, sollevati, chiamavano il 112.

L’intervento della polizia e dei carabinieri mira non solo al riconoscimento dei malviventi, punta allo studio delle strategie adottate, che potrebbero ripetersi provocando danni e paura in una popolazione molto preoccupata.

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Gli agenti raccomandano la massima attenzione nella chiusura degli infissi e della porta di casa e contano sulle telecamere di rilevamento delle immagini cui sono dotati tanti condomini, per giungere al riconoscimento dei rapinatori.

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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