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Momenti di grande apprensione lunedì sera a Chioggia, nella palestra della scuola media Scuola media Giuseppe Olivi di Borgo San Giovanni, dove una ragazza di 13 anni è stata colpita da un malore durante l’allenamento di pallavolo. La giovane atleta, tesserata con la formazione femminile under 14 della Aics Chioggia, si trova attualmente ricoverata in terapia intensiva all’ospedale di Padova, in prognosi riservata.
L’episodio si è verificato nella serata di lunedì, quando la seduta di allenamento era ormai conclusa. In palestra erano rimaste le atlete della squadra, gli allenatori e alcuni genitori, presenti per riaccompagnare a casa le figlie. Secondo la ricostruzione dei fatti, mentre il gruppo si preparava a lasciare l’impianto, la tredicenne si è improvvisamente accasciata al suolo, priva di sensi.
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Scopri come fare
A rendersi conto per primo della gravità della situazione è stato l’allenatore Matteo Bivi, tecnico della squadra ed ex pallavolista conosciuto nell’ambiente sportivo locale. In un primo momento, considerando l’età della ragazza e la fine dell’attività fisica, si è ipotizzato un malore passeggero, come un calo di zuccheri. L’allenatore ha inizialmente sollevato le gambe della giovane e tentato di rianimarla bagnandole la fronte e i polsi. Tuttavia, accortosi quasi subito dell’assenza di reazione e della mancanza di respiro, ha compreso che la situazione era ben più seria.
Senza perdere tempo, Bivi ha iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, praticando il massaggio cardiaco secondo le procedure previste per l’età pediatrica. Contemporaneamente sono stati allertati i soccorsi. In palestra erano presenti anche i collaboratori che hanno fornito supporto in quei momenti concitati. Mentre uno dei due si occupava di gestire le altre atlete e i genitori visibilmente scossi dall’accaduto, l’altro ha recuperato il defibrillatore automatico esterno in dotazione all’impianto sportivo, dispositivo obbligatorio nelle strutture dedicate all’attività fisica.
Le manovre di rianimazione sono proseguite ininterrottamente fino all’arrivo del defibrillatore. L’allenatore ha sospeso il massaggio solo per il tempo strettamente necessario all’erogazione della scarica elettrica, riprendendo immediatamente dopo. Alla prima scarica, la ragazza ha mostrato i primi segnali di risposta: un colpo di tosse e la ripresa della respirazione spontanea, seppur in condizioni critiche. Nel frattempo è giunta sul posto l’ambulanza del servizio di emergenza 118, che ha preso in carico la giovane proseguendo le procedure di rianimazione avanzata.
Il personale sanitario ha stabilizzato la paziente e disposto il trasferimento urgente all’ospedale di Padova, dove è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica. Secondo quanto si è appreso nei giorni successivi, la tredicenne è stata intubata e posta in coma farmacologico. Le sue condizioni restano gravi e la prognosi è riservata. I medici stanno svolgendo accertamenti approfonditi per chiarire le cause dell’arresto cardiaco, un evento raro e particolarmente delicato in una giovane sportiva ritenuta fino a quel momento in buona salute.
L’episodio ha suscitato profonda emozione nella comunità locale. In palestra, nei minuti successivi al malore, si sono vissuti momenti di forte tensione. I genitori presenti hanno assistito alle manovre di soccorso, mentre la madre della ragazza, sopraggiunta poco dopo aver visto la figlia a terra, è stata colta da comprensibile disperazione. La gestione della situazione è stata resa possibile anche grazie al coordinamento tra i tecnici, che hanno suddiviso i compiti per garantire sia l’assistenza alla giovane sia la tutela delle altre atlete.
Nella ricostruzione è stato accertato che, fino a pochi istanti prima del malore, l’allenamento si era svolto regolarmente, con esercizi e attività fisica senza alcun segnale premonitore. Proprio l’assenza di sintomi evidenti ha reso l’evento ancora più inatteso.
L’allenatore ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra in un frangente tanto critico. La presenza di più adulti formati ha consentito di intervenire tempestivamente, senza interrompere le manovre salvavita e garantendo al contempo assistenza agli altri presenti. In assenza di una collaborazione così coordinata, la gestione dell’emergenza sarebbe stata più complessa.
L’amministrazione comunale di Chioggia ha espresso pubblicamente apprezzamento per l’operato dei tecnici. Il sindaco Mauro Armelao ha annunciato l’intenzione di attivare la procedura per conferire a Matteo Bivi un encomio ufficiale, quale riconoscimento per il sangue freddo, la competenza e il senso di responsabilità dimostrati. Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come la preparazione e la prontezza nell’avvio delle manovre di rianimazione, insieme all’utilizzo corretto del defibrillatore, abbiano avuto un ruolo decisivo nell’esito immediato dell’episodio. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza della diffusione dei defibrillatori nei luoghi pubblici e sulla necessità di una formazione adeguata del personale che opera negli impianti sportivi.
Nel frattempo, la comunità sportiva e cittadina resta in attesa di aggiornamenti sulle condizioni della giovane atleta. La speranza condivisa è che i segnali positivi registrati nelle ore successive al ricovero possano consolidarsi e condurre a un progressivo miglioramento del quadro clinico, mentre la vicenda ha riacceso il dibattito sulla prevenzione e sui controlli sanitari in ambito sportivo giovanile.
In Italia, per la pratica agonistica è previsto l’obbligo di certificazione medico-sportiva, comprensiva di esami specifici volti a individuare eventuali patologie cardiache. Tuttavia, alcune condizioni possono manifestarsi improvvisamente o risultare difficili da diagnosticare preventivamente. Saranno gli accertamenti clinici in corso a chiarire se l’arresto cardiaco sia stato provocato da una patologia congenita, da un’anomalia elettrica del cuore o da altri fattori.
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