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Malcontenta (Venezia) in duemila per l’ultimo saluto ad Anna che ha perso la vita sul catamarano

Una folla composta e commossa ha riempito ogni spazio disponibile della chiesa di Sant’Ilario Vescovo e del sagrato antistante per rendere l’ultimo saluto ad Anna Chiti, la ragazza di appena 17 anni morta lo scorso 17 maggio dopo essere caduta da un catamarano al largo di Sant’Elena, nel suo primo giorno di lavoro. Oltre duemila […]

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Una folla composta e commossa ha riempito ogni spazio disponibile della chiesa di Sant’Ilario Vescovo e del sagrato antistante per rendere l’ultimo saluto ad Anna Chiti, la ragazza di appena 17 anni morta lo scorso 17 maggio dopo essere caduta da un catamarano al largo di Sant’Elena, nel suo primo giorno di lavoro. Oltre duemila persone – tra amici, conoscenti, compagni di scuola e semplici cittadini – si sono strette attorno al dolore della famiglia.

La tragedia ha profondamente scosso la comunità locale e l’intero Istituto Nautico “Sebastiano Venier” di Venezia, dove Anna frequentava il quarto anno. Alla cerimonia funebre hanno preso parte anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e il presidente dell’Autorità Portuale, Fulvio Lino Di Blasio, in segno di vicinanza alla famiglia e alla scuola.

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Momenti di intensa commozione si sono vissuti durante gli interventi dei familiari: strazianti le parole della madre Ludmilla, della sorella gemella Giulia e del padre Umberto. Diversi amici hanno voluto ricordare Anna con lettere e brevi discorsi, raccontando la sua dolcezza, la sua passione per il mare e i sogni che coltivava con entusiasmo.

Al termine della celebrazione religiosa, palloncini bianchi e azzurri sono stati liberati in cielo, un gesto simbolico per accompagnare idealmente Anna nel suo ultimo viaggio.

Nel frattempo, proseguono le indagini per chiarire le dinamiche dell’incidente. La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: indagato lo skipper del catamarano, che si trovava al suo primo giorno di lavoro e operava, secondo quanto emerso, senza un contratto regolare. Restano ancora molti punti oscuri su quanto accaduto, e le autorità stanno cercando di fare piena luce sulle eventuali responsabilità.

Una comunità intera si è fermata per piangere una giovane vita spezzata troppo presto. L’abbraccio collettivo a Malcontenta è il segno tangibile di un dolore che va oltre i confini familiari, e che coinvolge tutti: perché la morte di Anna lascia un vuoto difficile da colmare.

Germano Mastrovero
Germano Mastrovero
Sono lombardo, ma sono innamorato della nostra città. Scrivo per passione. germano_m@lavocedivenezia.it
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