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sabato 23 Ottobre 2021

Malcom & Marie, storia efficacemente calata nei nostri tempi

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L’incipit mi riesce facile: “Malcom & Marie” è il primo film completato dopo l’avvento del covid.
E non poteva non essere un film tutto girato in interni, con due congiunti in scena, isolati da tutto e tutti. Un primato ottenuto da Netflix, dove è reperibile questo titolo.
Ad essere onesto avevo più di una remora nell’affrontare questo film.
Pregiudizi sul cast e pregiudizi sulla formula.
Posso dire di essermi felicemente sbagliato: Malcom & Marie, storia di una coppia che nell’arco di una notte si affronta in una crisi che porterà a una qualche risoluzione è un film che mi ha convinto.
La storia è semplice e tutt’altro che inedita.
Confessioni, contrasti, faccia a faccia in condizione di perfetta unità aristotelica di luogo, tempo e azione sono IL topos teatrale e cinematografico. Per cui si può tranquillamente parlare di paradigma, di espediente per riempire un modulo prefissato con una visione personale, senza preoccupazione alcuna riguardo l’originalità dell’assunto di base.

Chi come me temeva di trovarsi davanti a un film in cui due protagonisti tendessero più a “citarsi addosso” in salsa glamour si è trovato invece a vedere un convincente contrasto di caratteri in cui la messa in discussione sentimentale di questa giovane coppia afroamericana si interseca con discussioni sul senso del cinema presente e passato.
Lui e lei (Malcom e Marie, ovviamente) sono di ritorno dalla premiazione dell’opera prima come regista di Malcom. Preso dall’euforia e dalla gioia per il successo si trova a d un certo punto a dover ascoltare Marie, che gli ricorda che tra i ringraziamenti ha dimenticato di citarla. Ciò che all’inizio allo spettatore può sembrare una mancanza sì grave ma limitata al fatto, nel corso della notte arriverà a capire che la coppia necessita di una radicale messa in discussione del loro rapporto partendo dalle fondamenta.
Immerso in uno splendido bianco e nero a cura di Marcell Rév e con dei movimenti di macchina che non temono l’imbarazzo degli spazi di una casa; puntellato da una colonna sonora fatta di brani che sono diegetici ed extradiegetici allo stesso tempo e in cui si ascolta un compendio della musica afroamericana molto rappresentativo (da James Brown a Coltrane a uno splendido Archie Shepp in duo con Horace Parlan) “Malcon & Marie” interseca il senso di fare cinema con il senso dell’amore. E lo fa con una sincerità spesso disarmante.

Il probabile destino di un giovane cineasta con un percorso tipico degli autori americani contemporanei (da talento indie a realizzatore di blockbuster il passo è breve e contaminato dalla narcisistica voglia di successo e riscatto) somiglia al destino di un innamorato che non conosce la porta stretta dell’amore.
Il regista Sam Levinson (che non è un afroamericano ed è figlio d’arte, suo padre è Barry Levinson) ha ben presente l’attuale situazione del cinema nero americano, tiene in mente modelli classici della situazione concentrata (con un incipit che vuole ricordare quello di “Eyes wide shut”), aggiorna il conflitto dei sentimenti e della relazione uomo-donna in un ambito borghese afroamericano, mettendo in scena una nuova classe sociale.
Colpiscono gli interpreti, con un John David Washington finalmente in luce e Zendaya, modella e cantante, che riesce a cambiare fisionomia nel corso del film.
In sintesi “Malcom & Marie” è una storia vecchia come tutte le storie del mondo e allo stesso tempo efficacemente calato nei nostri tempi.
E con dei titoli di testa che si esauriscono in poco tempo come nelle pellicole del passato, quasi a stabilire un legame col cinema che fu, con un pizzico di nostalgia.

MALCOM & MARIE
(id. USA 2021)
Regia: Sam Levinson
Con Zendaya Coleman, John David Washington

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

Giovanni Natoli
Giornalista e critico cinematografico. Puntuale testimone della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, pubblica le sue recensioni sulla rubrica 'Moviegoer, appunti di uno spettatore cinematografico'.

Data prima pubblicazione della notizia:

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