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È stata licenziata per giusta causa la maestra di 29 anni, educatrice in un asilo paritario cattolico della provincia di Treviso, dopo che si è scoperto che gestiva un profilo sulla piattaforma per adulti OnlyFans. La notizia, diffusa dai quotidiani locali, ha rapidamente acceso un dibattito pubblico che va oltre i confini provinciali, toccando temi sensibili come libertà personale, moralità e ruolo educativo.
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La comunicazione ufficiale del licenziamento è arrivata ieri mattina. Dopo cinque anni di lavoro a tempo indeterminato, l’istituto ha interrotto il rapporto con effetto immediato, motivando la decisione con l’incompatibilità tra l’attività online della docente e l’“ispirazione cattolica che orienta l’indirizzo educativo della scuola”. L’istituto ha inoltre sottolineato come la scelta della maestra di esporsi pubblicamente, anche attraverso interviste e partecipazioni televisive, abbia definitivamente incrinato il rapporto fiduciario con la struttura scolastica.
“Non provo imbarazzo, mi sento libera di mostrare il mio corpo”, aveva dichiarato la maestra in una delle sue apparizioni televisive. Parole che, secondo la direzione scolastica, hanno contribuito a rendere irrecuperabile il legame fiduciario necessario per proseguire il contratto.
La maestra, per ora, non ha ancora deciso se ricorrere contro la decisione. “È stata commessa un’ingiustizia nei miei confronti”, si è limitata a commentare, lasciando intendere che potrebbe valutare un’azione legale.
Nel frattempo, anche alcuni genitori dei bambini iscritti alla scuola si sono schierati in sua difesa. Secondo loro, la vita privata dell’educatrice non ha mai influito negativamente sul suo operato professionale. “Come educatrice non ho mai fatto mancare nulla né ai bambini né alla scuola”, ha ribadito l’interessata, sottolineando il proprio impegno e la professionalità dimostrata durante gli anni di insegnamento.
La vicenda ha riaperto il dibattito su quanto la sfera privata di un lavoratore debba influenzarne la carriera, soprattutto in contesti dove l’etica e la morale assumono un peso determinante. Resta ora da vedere se la maestra deciderà di impugnare il provvedimento, dando il via a una controversia legale che potrebbe far discutere ancora a lungo.
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Chissà chi ha scoperto la sua seconda attività dato che only fans è solo a pagamento e vi sono migliaia di persone che si esibiscono…..