Madonna della Salute a Venezia con tono sommesso

ultima modifica: 21/11/2020 ore 17:05

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Madonna della Salute a Venezia con tono sommesso

Madonna della Salute a Venezia con una bella giornata di sole in cui si respira, tuttavia, un tono sommesso. Non è solo per la mancanza dei colori festosi delle bancherelle ma per la situazione generale che sta condizionando, oltre alle nostre abitudini e alle nostre regole sociali, anche il nostro spirito.
Meno affollata degli anni scorsi, la tradizione si è rinnovata questa mattina con la consueta regolarità.
Saltano all’occhio la mancanza degli ambulanti, della consueta folla che attraversa il Ponte Votivo, l’imponente spiegamento delle forze dell’Ordine e, alla fine, l’assenza del clima di festa per chi lo vuol cogliere, anche se l’aspetto principale è e deve essere la prece e il Voto.
Il nostro Patriarca Francesco alle 11 ha celebrato la Santa Messa principale della giornata,


alla sola presenza delle autorità pubbliche e di una piccola rappresentanza di fedeli delle parrocchie della città lagunare.
La celebrazione è stata trasmessa in diretta televisiva attraverso il network Antenna 3 e sul profilo Facebook di Gente Veneta.
Un’altra Messa sarà celebrata alle ore 19.30 alla sola presenza di alcuni fedeli rappresentanti dei sestieri della città storica.
Il Patriarca di Venezia ha anche ringraziato il Papa per la concessione dell’Indulgenza Plenaria.
“Siamo grati al Santo Padre Francesco, non solo per averci consegnato l’enciclica Fratelli tutti ma anche per il dono speciale che, in questi giorni, ha fatto alla nostra Chiesa che è in Venezia estendendo la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria” ha sottolineato mons. Francesco Moraglia, nell’omelia pronunciata in occasione della solennità della Madonna della Salute.
“In questo 2020 – ha ricordato Moraglia –

è la pandemia da Covid-19 ad aver travolto le nostre vite. L’attuale situazione ci aiuta a ricomprendere l’origine di questa festa così tipicamente veneziana e ci richiama all’essenziale, ossia ci fa andare al cuore della celebrazione che è: ritornare a Dio, attraverso la materna intercessione di Maria, al fine di chiedere per noi, per i nostri cari e per ogni uomo, salvezza, salute e pace”.
Citando l’enciclica papale, Moraglia ha rimarcato inoltre che “propone coraggiosamente un pensiero alternativo, mettendo in conto il rischio d’essere tacciati di ingenuità o fantasia, giacché non si tratta di operare qualche piccola correzione ma di assumere una logica differente, che risponde a un altro paradigma mentale, fondato sulla inalienabile dignità di ogni uomo e sulla comune e filiale dipendenza di tutti, fratelli tra noi e figli del medesimo Padre. Non basta


la denuncia dell’individualismo, del consumismo e del materialismo in opposizione allo sguardo di Cristo sul mondo, perché esiste una sorta di ‘anestesia’ che potrebbe impadronirsi anche di credenti che non pongono realmente la Parola di Dio al centro del loro modo di pensare ma si adagiano sul pensiero unico dominante. Non a caso – ha concluso – Papa Francesco parla sovente di una Chiesa mondana o mondanizzata”.
La festa della Salute quest’anno è stata modificata per le prescrizioni contro la pandemia, senza la costruzione dello storico ponte votivo in legno sul Canal Grande, con accessi contingentati e celebrazioni ridotte nella Basilica secentesca del Longhena.

Paolo Pradolin

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