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Da luglio busta paga più alta per i redditi medi e bassi.
A partire dal 1 luglio e per i successivi sei mesi (almeno per ora è stato deciso fino a dicembre) la busta paga dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 35.000 euro lordi sarà un po’ più sostanziosa, grazie al taglio del cuneo fiscale varato dal governo Meloni con il “Decreto Lavoro”.
Cosa significa? Salari più alti e meno tasse per i lavoratori che si vedranno arrivare qualche soldino in più.
Si pagheranno meno contributi, senza però avere effetti negativi dal punto di vista pensionistico: la quota mancante sarà infatti coperta dallo Stato. Con il taglio del cuneo fiscale infatti, da luglio a dicembre 2023, saranno ridotte le tasse da versare allo Stato: del 7% per i redditi fino a 25mila euro, e del 6% per quelli fino a 35mila euro. In precedenza, con il governo Draghi, il taglio era arrivato rispettivamente al 3% e al 2%.
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Scopri come fare
Nel mese di luglio quindi la busta paga sarà migliore per numerosi lavoratori dipendenti, sia nel pubblico che nel privato, che hanno un reddito al di sotto dei 35mila euro all’anno.
Sono escluse tutte le altre categorie di lavoratori: domestici, occasionali, co.co.co., lavoratori autonomi e partite Iva.
Il taglio è la politica su cui il governo Meloni sembra aver ha puntato maggiormente per alzare il livello dei salari dei dipendenti in un momento difficile per il Paese a causa degli aumenti generalizzati delle bollette e del costo delle materie prime.
MENO TASSE, PIU’ SOLDI IN TASCA
La sforbiciata riguarda, in particolare, la quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti che scende di quattro punti percentuali. Ma non solo, perché anche chi percepisce un reddito medio e basso vedrà arrivarsi più soldi in busta paga.
Tante sono le domande che corrono in questi giorni sui siti e sui social, in cui vengono riportate le proiezioni e i calcoli.
Il limite esatto per godere dei benefici del taglio al cuneo fiscale è la retribuzione lorda mensile di 2.692,31 euro.
Lo sgravio contributivo inizierà a vedersi nella busta paga di luglio (per qualcuno agosto) e il taglio sarà dal 3 al 7 per cento per i redditi fino a 25.000 euro all’anno, e dal 2 al 6 per cento per i redditi più alti, fino a 35.000.
Altro aspetto da sottolineare è che questa misura non verrà (purtroppo) applicata alla tredicesima.
La sforbiciata si va a sommare al taglio del cuneo che era già stato approvato dal governo Draghi, ma anche potenziato nella legge di bilancio dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
AUMENTI: REDDITI A 15MILA
Tutti si stanno chiedendo, in questi giorni, di quanto aumenteranno effettivamente le buste paga. Secondo quanto emerge dalle simulazioni di Altroconsumo, un lavoratore con uno stipendio di 15mila euro lordi all’anno (compresa la tredicesima) da luglio vedrà 36 euro in più rispetto al primo semestre del 2023, che diventano 62 rispetto allo scorso anno. Se lo stesso lavoratore, a dicembre scorso, guadagnava 949 euro, a partire da gennaio la sua retribuzione mensile è salita a 975 euro fino a giugno, e a luglio sarà di 1.011 euro.
E per gli altri?
Vediamo qualche altro esempio. Si tratta pur sempre di simulazioni e nel calcolo non viene tenuto conto dell’effetto delle addizionali e di altre situazioni particolari. La simulazione è comunque utile, in linea generale, per capire a grandi linee quale sarà l’umento che tutti attendono di vedere.
REDDITI A 10MILA
L’aumento in busta paga salirà, anche se di un importo relativamente ridotto che non necessariamente riuscirà a compensare il tasso d’inflazione. Chi prende 10mila l’anno, a partire da luglio si ritroverà nello stipendio circa 25 euro netti in più rispetto ai mesi precedenti.
REDDITI A 20MILA
Per chi ha uno stipendio annuo lordo di 20.000 euro, la retribuzione mensile passerà da 1.284 euro (a dicembre 2022) ai 1.314 dei primi sei mesi del 2023, fino ad arrivare a 1.355 da luglio e per tutto l’ultimo semestre.
L’aumento dal 1 luglio, in questo caso, sarà di 41 euro rispetto a giugno e di 71 euro rispetto all’anno scorso.
REDDITI A 35MILA
La stessa stima indica che per chi prende tra i 27.500 e i 30mila euro all’anno, un aumento di 60 euro netti circa. L’apice sarà toccato dalla fascia di reddito più alto, che prenderà circa 60 euro in più al mese. Un lavoratore che guadagna 35.000 euro annui, da luglio vedrà un aumento di circa 61 euro in busta paga.
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