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Ucciso di botte in ascensore a Mestre, due cugini davanti al giudice

Lorenzo Nardelli, 32 anni, veneziano, è stato picchiato a sangue e ucciso di botte in un ascensore di un condominio di Rampa Cavalcavia il 10 agosto scorso. Di questo omicidio inizialmente si erano fatte varie ipotesi: si è parlato di storie di droga, poi di rissa. La verità, da quanto emerso, è che Nardelli è […]

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Lorenzo Nardelli, 32 anni, veneziano, è stato picchiato a sangue e ucciso di botte in un ascensore di un condominio di Rampa Cavalcavia il 10 agosto scorso. Di questo omicidio inizialmente si erano fatte varie ipotesi: si è parlato di storie di droga, poi di rissa. La verità, da quanto emerso, è che Nardelli è entrato in una porta socchiusa perché ha sbagliato appartamento. Per sua sfortuna le due persone che si trovavano all’interno hanno pensato di lavare quell’onta picchiandolo a sangue. Nardelli ha cercato di andarsene ma è stato inseguito fino a dentro l’ascensore e qui ucciso di botte. Gli inquilini degli appartamenti vicini hanno riferito di averlo udito gridare “Ho sbagliato, non lo faccio più” prima del culmine della violenza.
Oggi, presso la Corte d’Assise di Venezia, ha preso il via il processo nei confronti dei due ritenuti responsabili del decesso, i due cugini moldavi, Radu e Marin Rasu, entrambi muratori, di 32 e 35 anni, accusati dell’omicidio di Lorenzo Nardelli. L’udienza è stata presieduta dal giudice Stefano Manduzio, mentre il Pubblico Ministero Stefano Buccini ha avanzato l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà. I due cugini, attualmente detenuti, hanno partecipato all’udienza assistiti dai loro avvocati di fiducia, Giorgio e Luca Pietramala.
La prossima udienza, che segnerà l’inizio del dibattimento, è programmata per il 18 marzo. Nel corso della discussione processuale, si cercherà di fare luce sui dettagli dell’evento drammatico avvenuto la sera del 9 agosto 2023. Secondo le ricostruzioni, Nardelli era entrato in un palazzo di Rampa Cavalcavia a Mestre perché doveva incontrare una donna. Tuttavia, per un equivoco, aveva scelto l’ascensore sbagliato, varcando la soglia di un appartamento con la porta semiaperta.
All’interno dell’abitazione, i due cugini si trovavano a cena e, presumibilmente sotto l’influenza dell’alcol, hanno interpretato la presenza di Nardelli come quella di un intruso. La situazione è degenerata rapidamente, con l’aggressione scattata nei confronti di Nardelli, che ha cercato invano di fuggire rifugiandosi nell’ascensore. Purtroppo, la violenta aggressione è proseguita all’interno del vano, sfociando nella tragica morte della vittima.
Una volta compiuto l’atto criminoso, l’ascensore con il corpo inerte si è bloccato, rendendo necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per riaprirlo. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno fermato i due aggressori, i quali sono stati successivamente arrestati e condotti in carcere su disposizione del Giudice per le indagini preliminari.
Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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