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Londra decide nuove strette: green pass o nuovo coprifuoco

Londra verso la stretta: a ore il nuovo provvedimento per frenare il boom di contagi. Si tratta di un clamoroso dietrofront sul liberi tutti di questi ultimi mesi, con il ritorno obtorto collo a qualche restrizione oraria e forse anche all’imposizione d’una versione light del Green pass vaccinale in Inghilterra. Il governo Tory di Boris […]

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Londra verso la stretta: a ore il nuovo provvedimento per frenare il boom di contagi.
Si tratta di un clamoroso dietrofront sul liberi tutti di questi ultimi mesi, con il ritorno obtorto collo a qualche restrizione oraria e forse anche all’imposizione d’una versione light del Green pass vaccinale in Inghilterra.

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Il governo Tory di Boris Johnson si prepara, secondo le indiscrezioni, all’ennesima correzione di rotta sulla strategia anti Covid, sullo sfondo di un’impennata di casi; dell’effetto barriera soltanto parziale dei vaccini contro i ricoveri in ospedale o i decessi; dei timori legati alla potenziale minaccia di una nuova sotto-variante ancor più aggressiva del ceppo Delta (denominata Delta Plus); delle inquietudini sul parallelo incremento d’infezioni respiratorie ordinarie in inverno.

Tutto ciò 0ltre ai disservizi extra pandemia del sistema sanitario nazionale (Nhs), sotto pressione sul fronte ambulanze, con code recenti di ore denunciate in vari pronto soccorsi dell’isola.

La stretta, a dar credito al progressista Observer, appare ormai inevitabile dinanzi a uno scenario segnato da una media di circa 44.000 contagi quotidiani nell’ultima settimana (per quanto oggi sotto quota 40.000 per la prima volta da 11 giorni).

Questo anche se l’aumento parallelo di ospedalizzazioni e morti rimane al momento lontano dai picchi delle precedenti ondate grazie all’impatto attribuito al vaccino, somministrato finora in doppia dose all’80% della popolazione over 12.
Il giornale scrive che la Uk Health Security Agency, neonata agenzia istituita dall’esecutivo per coordinare il servizio sanitario, sta comunque già consultando le amministrazioni locali sulla possibile introduzione a breve di quel piano B che il governo Johnson finora si è ostinato a voler tenere di riserva.

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Piano che sulla carta prevede la reintroduzione dell’obbligo delle mascherine (non più vincolanti dal 19 luglio e al momento solo raccomandate) sulla metro, i trasporti collettivi e nei luoghi pubblici più affollati, il ripristino di una direttiva ad ampio raggio sul lavoro da casa per le categorie che possano svolgerlo, e il Green Pass limitato se non altro all’accesso a discoteche o grandi eventi di massa (concerti, manifestazioni sportive).

Si tratta di una misura che in effetti Johnson aveva pensato d’introdurre mesi fa, salvo poi congelarla per le resistenze diffuse nella sua maggioranza, negli stessi partiti di opposizione e fra la gente.
Del resto a sollecitare il governo sono ormai in molti.

Dal principale sindacato medico del Regno (Bma), alla Nhs Confederation, associazione di fornitori della sanità pubblica.
Ma soprattutto gli accademici dell’organismo consultivo scientifico di riferimento (Sage) che assiste proprio i ministri sulla gestione della pandemia, i quali in una raccomandazione preliminare resa nota venerdì hanno già suggerito di valutare il via libera immediato ad alcune delle indicazioni previste dal Piano B (seppur sgradite a larghi strati dell’opinione pubblica britannica) per evitare il rischio di dover ricorrere a “restrizioni più gravose in seguito”.

E magari allo spettro di una ricomparsa di forme di lockdown, bestia nera di BoJo, che alcuni specialisti evocano come possibile per Natale.

Sulla scia delle raccomandazioni del Sage, la cancelliera dello Scacchiere ombra, Rachel Reeves, ha intanto rotto gli indugi laburisti sull’argomento, invocando oggi apertamente l’attuazione di “una parte del piano B”, a iniziare dal ritorno alla mascherine obbligatorie nelle situazioni di affollamento pubblico; non senza incalzare il governo conservatore ad intensificare quanto meno le misure del suo piano A: con un’accelerazione del terzo booster promesso alle persone vulnerabili e a tutti gli ultra 50enni, e il completamento della somministrazione dell’unica dose autorizzata dai medici nel Regno ai 12-15enni dopo il ritorno a scuola.

Parole alle quali il cancelliere titolare Rishi Sunak – custode della politica economica nel gabinetto Johnson, in un Paese che sull’onda delle aperture di luglio ha ripreso a veder crescere il Pil a tassi record in ambito G7 – ha risposto insistendo di considerare per ora prematuro un ricorso al piano B. Ma solo “nell’immediato”.

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A cura della redazione di www.lavocedivenezia.it .
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