Licenziata Emanuela Petrillo, era accusata di far finta di vaccinare i bambini

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Licenziata, alla fine, l’assistente sanitaria accusata di aver finto di vaccinare i bambini. E’ Delicatissima la vicenda dell’assistente sanitaria Emanuela Petrillo, accusata di non aver vaccinato davvero cinquecento bambini del territorio trevigiano.

L’Usl 2 l’ha licenziata specificando, su valutazione del direttore generale Francesco Benazzi, che si tratta di giusta causa nel rispetto all’articolo 2119 del Codice Civile,’per non aver adempiuto agli obblighi contrattuali’.

L’assistente, in servizio all’Usl 2 dal 2016, nega la circostanza e si trova ora in una difficile situazione, su di lei pesano i sospetti dei colleghi di lavoro che dichiarano di aver trovato fiale intonse gettate nella spazzatura e ancor più ha stupito il fatto che i bambini a lei affidati per il vaccino, non piangessero.

In un primo momento è stata spostata di ruolo, e poi le indagini hanno fatto seguito a una precedente esperienza lavorativa dell’assistente in Friuli Venezia Giulia, dove ha lavorato per sei anni e anche in quella sede, è stata accusata della stessa violazione che riguarderebbe migliaia di vaccinazioni inevase.

Ora è indagata dalla Procura della Repubblica di Udine che ha contemplato in un unico fascicolo anche la situazione trevigiana con l’ipotesi di reato di peculato e omissione di atti d’ufficio.

Il licenziamento è stato considerato privo di legittimità dalla Petrillo e dei suoi avvocati Salandin e Azzari, che annunciano ricorso, in quanto il provvedimento avrebbe dovuto essere preso, solo dopo l’esito delle indagini della Magistratura, che potranno avvalersi in queste giornate dell’incidente probatorio e l’esito di specifici esami sui campioni di sangue prelevati.

Sostengono gli avvocati, che l’assistente sanitaria, che rivendica la sua innocenza, dovrà essere reintegrata nel suo posto di lavoro, anche se sul giudizio pesano, non solo le segnalazioni dei colleghi, ma anche un test effettuato su 25 bambini vaccinati dalla Petrillo: 21 di questi non presentavano gli anticorpi, e questo dato ha rimesso in moto l’indagine che pochi mesi prima era stata archiviata.

I bambini sono stati richiamati negli studi medici per la vaccinazione e le famiglie, comprensibilmente arrabbiate, stanno pensando di intraprendere le vie legali.

Andreina Corso

Riproduzione Riservata.

 

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