L’esercito dei trolley a Venezia: numeri in spaventoso aumento. L’allarme del Gruppo 25Aprile

ultima modifica: 26/09/2019 ore 19:35

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L’esercito dei trolley a Venezia è in spaventoso aumento. E a farvi posto sono i residenti.


Il Gruppo 25Aprile nel recente incontro pubblico che si è tenuto alla Bragora, ha messo il dito sulla ferita della residenzialità: Marco Gasparinetti ha presentato i più che preoccupanti dati raccolti, assieme a Lorenzo Dorigo (Gruppo 25Aprile), Alice Corona e Patrizia Veclani (gruppo Ocio: Osservatorio Civico sulla casa).

Il discorso non poteva non partire dai prossimi effetti della nuova legge regionale sugli alloggi pubblici: “Tra i criteri che quantificano il canone degli alloggi pubblici – spiega Patrizia Veclani – è stato recentemente introdotto il ‘valore di mercato’: gli inquilini del Centro Storico dovranno far fronte a tariffe maggiorate che avranno un effetto di spinta per stabilirsi nelle seconde, terze fasce urbane”.


Un altro aggravamento riguarda l’indicatore ISEE, che oltre al reddito conteggia i risparmi delle famiglie: molti nuclei sono così slittati alla fascia successiva, con aumenti fino al 400% che porteranno a un inevitabile peggioramento delle condizioni di vita.

“I dati del tavolo tecnico di Ca’ Farsetti – continua Veclani – riportano che il 50% delle 952 notifiche di sfratto riguarda nuclei famigliari compresi nella fascia ISEE tra i 20 e i 25 mila euro“.

Ma la nuova legge regionale, così onerosa per gli inquilini, porterà un beneficio agli enti gestori? Pare proprio di no: “E’ stato introdotto un canone minimo di 40 euro, che nei casi di indigenza sarà dunque a carico del Comune e che andrà ulteriormente a gravare sulle finanze pubbliche“.

“Di fronte ad una fascia di povertà che in Veneto è cresciuta dal 3,2% del 2006 all’attuale 7,9% (con un ulteriore 21,3% considerato a rischio), l’Italia è il fanalino di coda d’Europa per la spesa per l’edilizia pubblica: 9,7 dollari pro-capite contro i 200/300 di Paesi come Francia e Germania”.

“Dei 5000 appartamenti disponibili nel Comune, 755 sono sfitti, dei quali 200 negli ultimi tre anni. Mancando gli investimenti la casa, col tempo, è passata da essere un diritto del cittadino ad una compassionevole elargizione”.

Sono gli stessi temi che alimenteranno la manifestazione degli inquilini delle case popolari fissata per sabato 28 settembre con partenza da Piazzale Roma alle ore 10.

Come si staglia la situazione provocata dalla nuova legge regionale sugli alloggi pubblici che prevede sostanziali aumenti degli affitti e sfratti nell’arco di due anni per chi supera i 20.000 euro di Isee nel panorama della residenzialità a Venezia?

In maniera drammatica se già oggi (prima degli effetti della nuova legge regionale)ogni giorno l’area comunale perde 3 abitanti, “guadagnando” 25 posti letto suddivisi tra settore alberghiero, b&b e locazioni turistiche.

Tra il 2016 e il 2018 sono state registrate 2366 nuove attività ricettive, per un totale di ben nuovi 18.000 posti letto: “un incremento simile a quello avvenuto tra il 2001 e il 2016 – commenta Alice Corona – . Un aumento che prima aveva richiesto 15 anni si è manifestato in soli 24 mesi”.

I dati provengono da Ca’ Farsetti, dalla Regione Veneto e dal portale Insider B&B. “Il 92% delle attività ricettive del Centro Storico consiste in strutture private – continua Corona – che rappresentano il 56% dei posti letto”.

“È da sfatare anche il mito che siano tutte attività saltuarie a gestione famigliare, come l’immagine della signora che resta sola e cede una sua camera, o quella di una famiglia che apre un bed and breakfast per arrotondare: un quinto dei locatori gestisce due terzi degli annunci, con un 5% che ne copre addirittura il 22%”.

Si tratta molto spesso di appartamenti che si sono resi liberi per decesso dei vecchi residenti o grazie agli allontanamenti dei vecchi affittuari.
Questa situazione “esploderà” nel giro di due anni diventando vero allarme sociale con l’aumento esponenziale degli sfratti per finita locazione, in quanto società immobiliari stanno acquisendo proprietà con i vecchi inquilini dando contestualmente la disdetta del contratto. E se pensiamo che oggi come oggi uno sfratto impiega “solo” 12 mesi per diventare esecutivo, la situazione è ben chiara.

Venezia – intesa come città vera, con i suoi abitanti – sta sparendo. Un isolato su quattro ospita più turisti che residenti, con i casi-limite della zona di Rialto (25 contro 8) e della Bragora (55 contro 5).

C’è stato – è vero – un calo delle “strutture complementari” che forniscono servizi (come B&B e affittacamere), ma è stato solo in favore dell’aumento delle “locazioni turistiche”: semplici contratti tra privati che godono di regime agevolato, anche fiscale, con cedolare secca e nessun obbligo di partita IVA; il tutto liberalizzato da una Legge Regionale del 2013 e regolamentato da un Decreto Statale dell’anno successivo”.

Precisa Marco Gasparinetti: “Poniamo il caso di un artigiano che voglia proseguire l’attività del padre: si troverebbe di fronte a tasse, controlli e ogni tipo di adempimento. Al contrario, optando per la locazione turistica, vivrebbe di rendita, senza lavorare, con ulteriori privilegi dal punto di vista fiscale”.

Includendo Pellestrina e le isole, dunque, ad oggi i residenti sono 80 mila, contro 50 mila posti letto ad uso turistico.

Ogni giorno si assiste ad una trasformazione media 7,73 unità.
E a voler proprio farsi del male, occorre pensare che quegli enunciati sono dati “ufficiali” in quanto “registrati”. Se a questi dovessimo sommare il sommerso, si può immaginare il tracollo.

Pressione turistica a Venezia?
Agli ospiti che possono godere di quanto sopra vanno aggiunti i 57.000 escursionisti giornalieri.
Cioè a dire: una situazione già difficile per la qualità della vita dei residenti residui, non può contare su alcun tipo di deterrente per evitare disagi o sovraffolamenti, per esempio.

Numeri spaventosi, secondo molti già vicini ad punto della curva irreversibile.
Il promotore dell’incontro, Marco Gasparinetti, non fa proclami né denunce, non ha atteggiamenti pessimistici o disfattisti, ma sottopone la situazione all’attenzione generale.
E nel cuore di tutti la speranza che chi può, chi deve, intervenga. Al più presto.

[Per vedere la rete degli host e degli annunci turistici a Venezia con dati interattivi e le informazioni raccolte da “Ocio – Osservatorio Civico sulla casa” cliccare sul link.]

(foto, da sinistra: Lorenzo Dorigo (Gruppo 25Aprile), Patrizia Veclani e Alice Corona (gruppo Ocio: Osservatorio Civico sulla casa)

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